Pelle luminosa con una corretta alimentazione

Cari amici e amiche, la salute della nostra pelle parte, sicuramente,  anche da ciò che mangiamo. Alle volte lo dimentichiamo eppure la salute della nostra pelle la conquistiamo anche con una corretta alimentazione.

Se la pelle è opaca, poco luminosa, poco tonica possiamo trovare un grande aiuto in alimenti che agiscono efficacemente per migliorarne l’aspetto.

La dottoressa Lucia Bacciottini, biologa nutrizionista, dottore di ricerca in fisiopatologia applicata e docente di Nutraceutica e Nutrizione Integrata all’Università di Firenze, suggerisce alcuni alleati per la salute e la bellezza della pelle  come acqua e  una dieta povera di zuccheri e di farine bianche;
questi ultimi alimenti, infatti, alterano la flora batterica intestinale e la buona funzionalità dell’intestino.

“La nostra pelle è formata da più tessuti e tutti a rapido ricambio, cioè con la necessità di produrre sempre nuove cellule. Esistono inoltre, all’interno del derma, strutture accessorie come le ghiandole sebacee e sudoripare, le cui secrezioni esocrine possono a loro volta essere influenzate dalle abitudini alimentari e dal sistema endocrinologico ormonale.

Per mantenere la sua integrità la pelle ha bisogno prima di tutto di aminoacidi e quindi di proteine, in giusta proporzione fra proteine di origine animale e vegetale, di vitamine”.

Via libera, dunque, a frutta e verdura, ricche in vitamina C, fondamentale per la struttura del collagene, che rappresenta la matrice proteica del tessuto sottocutanee, senza però dimenticare la vitamina A, presente in vegetali dal colore giallo- arancio, ma anche in semi oleosi e nei latticini.

Insieme a tutto questo una buona abitudine da non abbandonare mai è quella di «bere tanta acqua e di non trascurare nella dieta gli acidi grassi essenziali presenti nell’olio d’oliva, nei semi oleosi come i semi di girasole, zucca, mandorle e sesamo e nel germe di grano».

Da limitare, invece, “i cibi contenenti grassi saturi e conservanti, come i prodotti in scatola e in sacchetto come i biscotti, i dolci a base di zucchero e latte e come i gelati”.

Liberamente tratto da: http://www.vanityfair.it/benessere/dieta-e-alimentazione/16/09/23/alimenti-per-avere-una-pelle-luminosa

Respira: pillole di benessere

Veloce, lento, affannoso, bloccato o a pieni polmoni, il respiro ci parla di noi.

In ogni momento della nostra vita, abbiamo un modo molto chiaro per capire come ci sentiamo: l’ascolto del respiro.

Il respiro ci parla di noi anche quando non lo vogliamo ascoltare.

Se siamo preoccupati, si blocca o accelera, se siamo rilassati e tranquilli, rallenta ed è regolare.

Possiamo vivere senza cibo per parecchi giorni, decisamente meno senz’acqua, ma senza respiro, lasciamo questa terra in brevissimo tempo.

Tuttavia, se è così importante, perché gli diamo così poco credito?

Eppure è un compagno di viaggio prezioso.

La nostra vita potrebbe realmente cambiare se dedicassimo un poco di tempo, ogni giorno, al puro ascolto.

Basterebbe poco tempo quotidiano da dedicare al nostro prezioso amico, per far cambiare la qualità della nostra vita. Allora sì che ci accorgeremmo di quando è importante.

Mezz’ora, un’ora al giorno da dedicare a noi stessi, nel silenzio e col solo obiettivo di seguire il ritmico rigenerarsi della vita in noi.

Basterebbe questo per ritrovare una dimensione di maggiore calma e pienezza nella nostra giornata.

Tante tradizioni, da più parti del mondo, parlano del respiro, del suo potere di generare e supportare la vita.

Bene, allora se ci sentiamo stanchi o se “semplicemente”  vogliamo ritrovarci, partiamo dal respiro, è una pratica economica e di chiara efficacia!

Come in molte cose, per comprendere  i segreti  del respiro, è bene che, dopo un primo approccio, cerchiamo una guida che ci accompagni.

Io sono – poche righe senza alcuna presunzione di verità.

Io sono, senza chi, cosa, dove quando, semplicemente “io sono”.

Come sarebbe bello poterlo affermare sempre nella nostra vita!

Quanto conta “essere”?

Vivo in un tempo, ho relazioni con persone, ho tratti caratteristici, ma basta questo per dire “io sono”?

Sono alta, bassa, felice, confusa, tuttavia,  “io sono” anche senza aggettivi?

Molte delle persone che arrivano in studio sono persone sensibili, persone che hanno una storia interessante, persone che sono in cammino, persone che cercano una condizione di benessere con loro stesse prima di tutto.

Ecco perché credo sia importante la ricerca di un “io sono”.

Credo che l’io sono parta da un ascolto intimo di noi stessi, credo che nasca dal silenzio o meglio dalla ricerca di silenzio interiore.

Nonostante  la nostra vita ci sottoponga a mille stimoli, spesso contrastanti, io stessa, vivo il bisogno di ritagliare spazi di pace nella giornata nei quali ascoltarmi e ricaricarmi.

Più la vita diventa complicata più, forse, tutti noi abbiamo bisogno di spazi di ascolto nei quali ritrovare un sentire più autentico di noi stessi. 

E forse è proprio questa la strada per entrare in noi e cogliere un nucleo profondo che riconosciamo come “io sono”.

Parole nuove per star bene

La parola può costruire o abbattere montagne.

La parola ha un grande potere, sia quella che impieghiamo per comunicare con altri sia quella che intimamente diciamo a noi stessi.

Pensiamo a quanto pesano in noi le parole di alcuni crudi rimproveri che riceviamo da piccoli, pensiamo a quanto ci condizionano per l’intera vita.

“Sei un incapace, non combinerai mai nulla..” e il condizionamento è servito!

Il condizionamento della parola, in positivo o in negativo, è molto, molto subdolo, tanto che non ci rendiamo conto di portarlo in noi. Solo di rado ci accorgiamo che in noi, conserviamo le parole di nostra madre, dei nostri parenti, insegnanti; parole che si sono registrate e sedimentate in noi così profondamente da farci credere che ci appartengano davvero.

È sicuramente difficile vedere quanto siamo condizionati, vedere quanto le parole creano in noi, convinzioni che ci frenano dal vivere una vita più libera e più aderente a noi stessi.

Se è vero che le parole non pensate e sgarbate hanno un peso in noi, è altrettanto vero l’opposto.

Con le parole possiamo fare molto per cambiare la nostra vita.

Ascolta

Il primo passaggio per veder nascere nuove parole in noi, è l’ascolto.

Accompagnare noi stessi all’ascolto senza giudizio è un modo molto efficace per comprendere il nostro disagio. È come affacciarsi a una finestra e osservare un pianeta nuovo: non c’è nulla da giudicare, è tutto da osservare. Se la smettiamo di giudicarci e ci lasciamo vivere, possiamo accorgerci che il disagio si  scioglie. E questo è  il caso nel quale possiamo accorgerci che è possibile vivere bene, anzi meglio, senza parole.

Rimani qui ora

Più che un modo di dire è una necessità per vivere realmente.

Quando ci perdiamo in mille congetture collegate al nostro passato, di fatto lo richiamiamo costantemente senza mai fare un passo avanti. Ugualmente succede quando con la mente ci proiettiamo nel futuro immaginando mille possibili vite. La nostra vita, l’unica reale, è qui e con i voli pindarici ci precludiamo la possibilità di esserci, di essere qui per vivere l’unica esperienza possibile.

Sto bene

Il nostro interiore “prende la forma” dai nostri desideri più profondi se impariamo ad ascoltarci e a concederci libera espressione. Può capitare di sentirci male ma l’aspetto veramente poco utile è ripetere a noi stessi: “Sto sempre male” “Va sempre a finire così” “Io sono destinato a questo”.

Queste sono tutte parole al vento che generano lo spiacevole inconveniente di bloccare la nostra vita in una scatola con un’etichetta inutile. In tutti questi casi  siamo noi stessi a impedirci la possibilità di cambiamento.

Meglio allora spronarci a relativizzare il nostro malessere, spronarci a osservarlo con distacco. Dare una diversa dimensione ai nostri problemi può essere d’aiuto per ritrovare motivazione e risorse per sentirci subito meglio.

Il silenzio

Il silenzio può diventare un grande amico.

Se provi a creare in te uno spazio di silenzio interiore, ti accorgi che contieni nuove parole, parole più autentiche ed efficaci (come nuove piume per volare più lontano).

Quanto conta l’autostima

Cari amici, avete mai pensato che non esiste forza senza debolezza?

Se credete che l’autostima significhi “non dover chiedere mai”, essere sempre sicuri di sé, siete fuori strada!

Fragilità e delicatezza fanno parte di noi. Se viviamo controllati, convinti di dover somigliare a un ideale di fermezza che esiste solo nella nostra fantasia, se dimentichiamo di ascoltarci profondamente, prima o poi la fragilità tornerà a galla “presentandoci il conto”.

L’autostima non nasce dall’autoconvincerci di cosa dobbiamo fare: possiamo passare infinito tempo a dire a noi stessi: “Devi, devi, devi..” ma tutto questo potrebbe essere uno sforzo vano, anche perché il nostro interiore si ribella ad una gabbia di regole che somiglia più all’addomesticamento che alla ricerca di un’espressione nuova e più sicura di noi.

Nelle profondità del nostro mondo interiore convivono mille emozioni tutte importanti e tutte necessarie per crescere.

Ciò che giudichiamo inopportuno e scomodo potrebbe rivelarsi una risorsa che ci mette maggiormente in contatto con noi stessi e che ci aiuta a coltivare una diversa visione della vita.

Per molti di noi la timidezza è molto scomoda e, socialmente, crediamo possa ostacolare le nostre relazioni. Tuttavia, se osserviamo questa caratteristica da un altro punto di vista, potrebbe stupirci.

Il silenzio che accompagna la timidezza può diventare uno spazio di ascolto e di osservazione. In un mondo inutilmente rumoroso e privo di contenuti, è una possibilità di cogliere la vita a un diverso grado di profondità.

Al nostro mondo interiore succede un poco quello che capita a un bimbo che è amato e ascoltato: si apre e cresce.

Sono del tutto inutili sia il giudizio che il tendere ad essere ciò che non si siamo. Naturalmente non stiamo parlando del sano desiderio di cambiare ma del vano bisogno di emulare modelli che si discostano di molto da ciò che viviamo come più vero in noi.

Siamo unici e irripetibili e l’unico modo per generare sicurezza e stabilità in noi è partire dall’osservazione e accettazione di noi stessi: solo in questo modo abbiamo la possibilità di generare ordine, occupare maggior spazio interiore e costruire una base solida.

Ogni essere umano ha sete di bellezza

Che si esprima nella musica, nell’architettura, nella pittura, scrittura, danza o in altra forma espressiva, la bellezza può essere considerata un bisogno dell’anima intimamente unito al sé.

È un alimento necessario senza il quale assistiamo a un impoverimento globale.

È un valore. Pensate, per esempio a un fiore: un fiore è bello in sé, poco importa che lo si guardi o meno, effonde bellezza nell’universo intero a prescindere.

Al pari, esistono vite che esprimono bellezza oltre misura. Non si tratta di vite senza ostacoli, senza problemi, senza difficoltà; si tratta delle vite di esseri umani che trasmettono integrità, pulizia d’intenti e globale senso armonico.
Sono vite “leggere” nonostante la pesantezza della quotidianità.

Sarà il bisogno di trovare amorevolezza dentro e fuori, fatto è che alcuni esseri umani  generano un’“onda benevola” la cui vicinanza ci fa stare bene.

Sono esseri che emanano una bellezza dell’essere che si traduce in armonia nei rapporti che, a ben vedere, è una diversa forma d’arte.

Rendere la nostra vita armonica, e in quanto tale, bella, è un nobile obiettivo che probabilmente racchiude il senso ultimo delle cose.

Tuttavia la capacità di creare pace e armonia intorno a sé, richiede di averla trovata e sperimentata in prima persona, anche se ci vuole tempo, molto tempo per  imparare il “come”.

In questo contesto la ricerca di bellezza nel tratto fisico, esprime, nella maggior parte dei casi, desiderio di miglioramento e sete di bellezza dell’anima.

Vinci le rughe dell’anima, sii giovane per sempre

Anche l’anima può essere solcata da rughe. Rughe appena accennate o solchi profondi quanto è profondo il mare. Eppure anche queste rughe si possono cancellare. Ci vuole coraggio, molto coraggio, il coraggio di vivere pienamente.

A ben vedere, non ci è dato di sapere quanto sia il nostro tempo e se riusciamo ad assimilare veramente questo assunto, ci accorgiamo che viviamo gran parte della nostra vita “al risparmio”.

Risparmiamo energie perché poi ci stanchiamo, risparmiamo parole, per paura di sbagliare, risparmiamo coraggio per timore del giudizio e in sintesi, risparmiamo vita per paura della vita.

È come vivere una vita “in prestito” senza mai osare volontariamente di dare tutto.

Tuttavia, nella vita pare esistere un equilibrio conosciuto da pochi: solo quando diamo tutto, creiamo spazio vuoto in noi per accedere ad un’altra qualità.

Solo quando ci impegniamo al massimo, senza risparmiare risorse, quando raggiungiamo il limite apparente delle energie che conteniamo, solo allora, succede una “magia”: d’un tratto scopriamo un nuovo e insospettato serbatoio di risorse in noi.

È un poco come quando corriamo fino ad arrivare a sentirci stanchi. Ecco, in questi casi, se abbiamo la forza di rallentare un poco il passo, regolarizzare la respirazione, stare calmi e proseguire, succede che ritroviamo risorse per correre apparentemente all’infinito.

Mille volte pensiamo di essere al limite nella vita! Mille volte pensiamo di non farcela più. Eppure con calma e fiducia, è proprio in quei momenti che possiamo accedere a una maggiore intensità, maggiore pienezza e maggior bellezza.

Entrare nella vita ogni mattina con la gioia di scoprire, con il desiderio di gustare, soffrire, faticare, apprezzare ogni attimo, significa amare la vita.

Credete, vivere l’attimo presente intensamente è il miglior modo per cancellare le rughe dell’anima e rimanere giovani a prescindere dall’età scritta sulla nostra carta d’identità.

L’insaziabile desiderio di vita, genera vita, una vita che risplende anche nel nostro incarnato.

La via del piacere

Mente e corpo appartengano a un’unità in continuo interscambio.

Sappiamo che problemi irrisolti e celati nel nostro subconscio, possono “farci ammalare”. Al tempo stesso abbiamo imparato che vivere una condizione interiore armonica è premessa per godere di un buono stato di salute.

Questo ci suggerisce che in noi c’è qualcosa di sconosciuto e poco governabile che influenza il nostro benessere.

Tutte le volte che ci troviamo di fronte ad una scelta, tutte le volte in cui ci troviamo di fronte a un nuovo corso di vita da intraprendere, il problema cruciale è che non sappiamo come fare a “andare dritto” ovvero a perseverare nella scelta.

Di fronte a una scelta, anche nella prospettiva di una miglior qualità di vita, il gioco duro è resistere.

E se invece non dovessimo resistere a un bel nulla?

E se tra istinto e raziocinio ci lasciassimo guidare dal piacere?

Se provate a farci caso, quando vi aspetta un premio, una ricompensa, un incontro piacevole, tutta la stanchezza del mondo vi passa e ritrovate nuove energie insospettabili per risolvere tutti i problemi.

Come mai, prima di sapere che esiste una “ricompensa”, siamo senza energie e poi, tutto in un tratto, ci sentiamo carichi? E’chiaro la mente gioca un ruolo fondamentale sul quantitativo di energie disponibili.

Dire a un fumatore di non fumare è poco efficace allo scopo, anche perché il cervello umano recepisce il contenuto affermativo (il non viene eliminato).

Funziona maggiormente accompagnarlo al piacere di respirare a pieni polmoni come durante le corse da bambini; funziona maggiormente accompagnarlo alle sensazioni di piacere che dona un corpo sano e in forma.

Nel piacere si cela una grande forza.

Il piacere può aiutarci a reagire allo stress, a cambiare forma fisica, a creare una vita migliore e a conoscerci meglio.
Certo dobbiamo essere vigili e accorgerci quando la nostra mente si è cristallizzata in convinzioni, abitudini e condizionamenti che “rubano” preziose risorse.

La bellezza e la capacità di scegliere

In questo articolo vi parliamo della capacità di scegliere nella vita e della capacità di zittire mille dilemmi in fase decisionale.

Alle volte ci chiediamo come possiamo fare in modo che la nostra scelta esprima la parte più profonda di noi, come possiamo trovare pace dopo una scelta difficile.

Trovassimo risposte universalmente valide, un “manuale d’istruzioni di volo” utile al caso, non ci porremmo neppure le domande che tanto ci mettono in difficoltà.

Procediamo per gradi.
In questa sede vi offriamo solo alcuni spunti per ulteriori riflessioni.

Scegliere comporta coraggio e fiducia in se stessi.
Prima ancora, scegliere nasce dall’ascolto di sé.
Chiaro che è tutt’altro che scontato averlo compreso.

Scegliere richiede a tutti noi la forza per “fermare il mondo un attimo”, entrare in noi stessi e ascoltarci. Solo la scelta che nasce dall’ascolto può rispecchiarci.
Richiede, inoltre, coraggio, sì perché dobbiamo optare tra tante possibilità, il che significa “lasciare indietro” le altre.

Se osserviamo la questione da un punto di vista diverso, in realtà non importa quale direzione prendiamo, purché esprimiamo il massimo di noi stessi.
Esiste una visione olistica della vita, secondo la quale tutto è interconnesso a tutto, non solo: tutto è in tutto.
Allora può succedere di trovarci in un punto della vita e trovare risposte inaspettate che mille volte abbiamo cercato con scelte difficili.
Un’ottica “unitaria” può aiutarci anche a trovare pace.

Un essere umano fa il meglio che è in grado di fare con gli strumenti che ha a disposizione in un dato momento. Con tutta probabilità se realmente nutre il desiderio di comprensione, il desiderio di fare un passaggio, nulla va perso, nel senso che l’impegno profuso per andare in una nuova direzione e cambiare, se ha la costanza di persistere, prima o poi, lo porta dove voleva andare.

La capacità di scegliere consapevolmente indica maturità interiore e questa è un’altra espressione di bellezza.

Rialzati in piedi!

Rialzarsi in piedi dopo un duro colpo,  serve a sopravvivere e serve per raccogliere nuove risorse in vista di nuove prospettive.

Rialzarsi in piedi è un atto di fiducia, l’unico possibile per apprezzare tutta la bellezza che la vita contiene.

Questo è sicuramente ciò che ha imparato Lynell Cantwell, studentessa canadese di 17 anni, dopo essersi accorta che un centinaio di suoi compagni di scuola l’ avevano eletta “la ragazza più brutta” in un sondaggio Facebook.

Lei, dopo il colpo iniziale, ha resistito alla tentazione di deprimersi e ha pensato bene di dare un’adeguata risposta al quel centinaio di coetanei che si era preso la briga di esprimere tanta cattiveria in rete.

Ecco la risposta in Facebook di Lynell:

“Per la persona che ha creato il sondaggio. Mi dispiace che la tua vita sia così triste da portarti a buttare giù quella degli altri. Per le 12 persone che mi hanno votato, relegandomi al quarto posto. Mi dispiace anche per voi. Mi dispiace che non abbiate avuto la possibilità di conoscermi come persona. So che non sono la più bella a cui guardare. So che ho il doppio mento e che indosso una taglia XL. So che non ho un sorriso o un viso perfetti. Ma mi dispiace per voi. Non per me stessa. Io sono quella che sono. Posso non essere sembrare ‘giusta’ dall’esterno. Ma sono divertente, buona, gentile, semplice, non giudico ma sono comprensiva, pronta a dare un aiuto e super alla mano per parlare. E lo stesso vale per le altre ragazze che avete messo in lista. Solo perché non siamo perfette dal di fuori non significa che siamo brutte. Se questa è la vostra idea di bruttezza mi dispiace per voi. Seriamente,  fatevi una vita”.

Questa la risposta di una ragazzina di 17 anni alla cattiveria gratuita: in merito ad autostima ha molto da dire!

Liberamente tratto da: http://www.huffingtonpost.it/2015/12/04/lynelle-cantwell-risponde-bulli-sondaggio_n_8717182.html?ref=fbpr