Hydrafacial MD l’ultima frontiera nella pulizia del viso e nella cura della pelle

Hydrafacial MD®, in esclusiva presso Dott.ssa Gabriela Stelian, è l’ultima frontiera nella pulizia del viso e nella cura della pelle. È uno dei trattamenti più popolari nelle Cliniche d’Elite di Medicina Estetica in tutto il mondo e molto apprezzato dalle star di Hollywood.
E’ una vera e propria rivoluzione nel mondo dello skincare e dell’estetica medicale, essendo in grado di combinare in una sola seduta sia una pulizia profonda che un’idratazione intensa e una notevole azione anti-age e nutriente. Utilizzato da star come Kate Winslet, Eva Mendes, Beyoncé Knowles, Halle Berry, Matthew McConaughey prima dei red carpet più importanti, in una sola seduta un trattamento con HydraFacial MD permette di ringiovanire il volto, dire addio alle impurità, diminuire l’iperpigmentazione cutanea in caso di macchie e ritrovare una nuova luminosità con effetto liftante.” E’ un metodo non invasivo, ottima
alternativa a metodiche come filler e botox. Una pratica soft, per chi desidera sempre la pelle perfetta, pulita, ringiovanita e levigata, evitando aghi e laser. Adatto a tutti i tipi di pelle, a tutte le età e a tutte le stagioni.

 

HYDRAFACIAL MD: SOLUZIONE A VARI PROBLEMI

  • Pelle secca e disidratata
  • Pelle grassa e porosa
  • Pelle che perde elasticità e che presenta rughe
  • Acne di 1° e 2° grado
  • Stato di post acne
  • Macchie e iperpigmentazione
  • Smagliature e peli/capelli incarniti
  • Discheratosi
  • Edema, pastosità del viso
  • Trattamento nella zona dorsale

HydraFacial MD è molto di più che una pulizia del viso. Ti da la possibilità di eseguire tra 10 tipi di programmi in base alle tue esigenze. Soluzioni estetiche accuratamente studiate per tutte le occasioni. I nostri pazienti apprezzano le numerose possibilità: scelta individuale dei protocolli e metodi per ogni tipo di pelle, età e stile di vita.

Prova il tuo trattamento, ti stupirai del risultato il giorno stesso!

 

Premi ricevuti: 

BEST EQUIPMENT FOR THE FACE (“La miglior apparecchiatura dell’anno”) : negli anni 2011,2012,2013, 2014, 2016, 2017.

NEW BEAUTY CHOICE AWARD (“Il miglior trattamento per la cura del viso”) : negli anni 2015, 2016.

PLATINUM SPA TREATMENT (“Per la tecnologia rivoluzionaria con risultati visibili immediati”) : Congresso Mondiale di dermatologi USA, 2007

BEST OF THE BEST (“Per la nuova tecnologia di ringiovanimento della pelle”) : Academy Awards, USA, 2006

Cos’è l’HydraFacial?

l’HydraFacial è un trattamento che combina pulizia profonda e microdermoabrasione, a un peeling e un’idratazione intensa, affidata a un cocktail di antiossidantipeptidi e acido ialuronico. Lo speciale macchinario con cui si svolge l’HydraFacial purifica la pelle in profondità e contemporaneamente stimola la produzione di elastina e collagene. Quindi idrata mentre purifica.

La tecnica dell’HydraFacial presenta numerosi vantaggi rispetto a ogni altro trattamento lifting in quanto è soft, non invasiva, non comporta aghi o laser, non richiede tempi di recupero, e promette una pelle radiosa in meno di un’ora. Spesso viene praticato dalle pazienti durante la pausa pranzo, complice la ridotta tempistica (appena 40 minuti) e l’assenza di postumi da trattamento (un eventuale lieve rossore scompare nel giro di 40 minuti circa). Il risultato è immediato: la pelle appare subito più compatta, levigata e luminosa.

L’apparecchio con cui si svolge l’HydraFacial è un manipolochiamato “pennino”, su cui l’operatore assicura punte diverse (tip) monouso, selezionate in base alle sostanze da veicolare alla pelle, collegato a un computer dotato di monitor ultra slim, su cui l’operatore visualizza i dati utili nel corso del trattamento. Le tip trasportano direttamente alla pelle i sieri idratantipurificanti e antiossidanti a seconda dell’esigenza. Ogni tip è accoppiata a un differente siero, che permette di aumentare notevolmente l’efficacia del trattamento.

Il trattamento con HydraFacial è uno dei più potenti trattamenti di ringiovanimento non invasivo ed è un piacevole rituale di relax, un momento di coccole e benessere. Esso è l’ideale per chi ha la pelle impura, matura, spenta e con macchie e desidera:

purificare e idratare la pelle in profondità
-migliorare l’aspetto dell’acne
-prevenire e attenuare le rughe e i segni d’espressione
-effettuare un massaggio linfodrenante e lifting
-ridurre le iperpigmentazioni
-effettuare una pulizia profonda dei pori
-ridurre l’aspetto dei pori dilatati
-contrastare la perdita di tono e luminosità

 

Come si svolge l’HydraFacial? Scoprilo da noi

 

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    FILLERS PER RUGHE VISO E LABBRA

    I fillers

    sono sostanze di diversa composizione che vengono iniettate con aghi sottili nelle sezioni della cute (derma superficiale o profondo) o al di sotto di questa per porre rimedio agli inestetismi causati dall’invecchiamento cutaneo.

    Quando parliamo di inestetismi ci riferiamo a:

    Rughe:

    ovvero linee sottili generate dai processi di atrofia dermica o causate dalla progressiva aderenza della pelle ai muscoli mimici sottostanti;

    Solchi:

    ovvero segni più larghi e definiti delle rughe. I solchi che si formano alla base del naso (globellari) e quelli agli angoli della bocca (mento-labiali, detti anche “marionette”) tendono a diventare più visibili con l’avanzare dell’età, anche a causa del rilassamento dei muscoli mimici

    Avvallamenti:

    ovvero depressioni del tegumento facciale causati dalla progressiva perdita di elasticità della pelle e dall’ipertrofia del tessuto adiposo sottocutaneo

    Prodotti e durata degli effetti

    Il riempitivo può penetrare in modo più o meno profondo all’interno del derma, ciò dipende dalla tipologia di inestetismo che deve essere corretto. Esistono diverse tipologia di fillers, è importante selezionare la migliore e preoccuparsi di quando sia invasiva e/o riassorbibile dal nostro corpo.

    Collagene:

    si tratta di una proteina di sintesi che viene inserita nello spessore della pelle in prossimità di ogni singola ruga. L’inoculazione dura dai 10 ai 30 minuti e produce i suoi effetti per 3-4 mesi

    Acido Jaluronico (Restylane, Juvederm):

    è un polisaccaride di sintesi, già naturalmente prodotto dal nostro corpo, capace di conferire stabilità ai tessuti cutanei. La procedura di iniezione è la stessa, ma i suoi effetti possono protrarsi fino a sei mesi.

    Acido ialuronico reticolato (Perlane):

    è un particolare gel ialuronico che garantisce una durata maggiore ma deve essere iniettato più profondamente nella pelle. Non è indicato per la correzione delle rughe più sottili ma è efficace per ottenere labbra più turgide

    Acido polilattico:

    è un idrogel utilizzato per molti interventi di correzione degli inestetismi cutanei: rughe, solchi, avvallamenti, aumento del volume delle labbra, degli zigomi e delle guance. E’ un prodotto biocompatibile, biodegradabile ed esente da rischi infettivi. A differenza del collagene e dell’acido ialuronico, la sua azione non si limita al riempimento della sezione interessata, ma stimola la produzione di nuovo collagene da parte del derma. I suoi effetti non sono immediati ma a medio-lungo termine (1-2 anni)

    Idrossiapatite di calcio (Radiesse):

    è una soluzione acquosa in cui navigano microsfere di idrossiapatite di calcio, capaci di stimolare la produzione di collagene da parte della cute. L’effetto correttivo va dai 6 agli 8 mesi.

    Filler viso PRIMA / DOPO

    I TRATTAMENTI DI MEDICINA ESTETICA

    Per proteggere la bocca dal processo di invecchiamento e mantenerla sempre attraente sono stati messi a punto diversi trattamenti estetici.

     

    FILLER

    Una delle possibilità per incrementare il volume della labbra in modo da ottenere un effetto naturale è l’utilizzo di filler con acido ialuronico o collagene. Si tratta in entrambi i casi di sostanze naturali la cui infiltrazione produce come risultato un aumento volumetrico delle labbra. Già intorno al 1900 si cercò di intervenire sul volume della bocca attraverso l’iniezione di paraffina ma questi tentativi non diedero dei buoni risultati. Successivamente intorno alla metà degli anni 90 si iniziò ad utilizzare silicone liquido ma anche in questo caso ci furono numerosi insuccessi e diversi effetti collaterali anche abbastanza gravi. Così negli anni 80 si è arrivati all’utilizzo di collagene bovino che ha costituito il punto di svolta per i moderni filler, a partire da esso poi sono stati successivamente elaborati altri tipi di filler. Alcune delle complicazioni dei filler a base di collagene sono la necessità di verificare in precedenza la possibilità di reazione allergica e la breve durata dell’effetto, per questi motivi attualmente vengono spesso preferiti i filler con acido ialuronico, che trattandosi di un composto normalmente prodotto dal nostro organismo non causa reazioni allergiche e la cui durata degli effetti può mantenersi per un lasso di tempo superiore rispetto ai filler di collagene.

     

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      Profiloplastica

      Chirurgia Plastica Mento Zigomi Viso – Intervento di Profiloplastica

      Intervento di correzione del profilo del viso per ridurre il mento lungo, grosso o asimmetrico, aumentare il volume zigomi, aumento delle labbra sottili, correzione del naso grosso, aquilino o storto

      Liintervento di profiloplastica comprende tutti gli interventi di chirurgia estetica plastica per la correzione del profilo del viso in base ai difetti presenti: riduzione del mento allungato o sporgente (mentoplastica riduttiva), aumento del mento sfuggente (mentoplastica additiva), aumento degli zigomi (malaroplastica), riduzione del naso grosso con rinoplastica (o correzione del naso aquilino, naso storto o della gobba al naso), aumento delle labbra sottili (labioplastica), riduzione delle labbra carnose, riduzione del doppio mento con lifting viso.La profiloplastica è un insieme di interventi di chirurgia plastica per modificare e correggere il profilo del viso usata soprattutto per le correzioni di in estetismi legati agli zigomi e al mento; possono inoltre essere associati interventi chirurgici per correggere il profilo del naso e delle labbra. La valutazione degli interventi di chirurgia estetica plastica per la correzione del profilo del viso viene fatta dal chirurgo estetico plastico in base all’ analisi della fisionomia del viso e alle aspettative della persona.

      La profiloplastica è un intervento di chirurgia estetica plastica utile per:

      CORREZIONE MENTO-ZIGOMI

      • riduzione del mento pronunciato
      • correzione mento asimmetrico
      • ridurre il mento allungato verso il basso
      • ridurre il mento grosso con mentoplastica riduttiva
      • Aumento del mento con mentoplastica additiva nei casi di mento sfuggente e piccolo
      • Eliminare doppio mento (sottomento grasso) con liposuzione e lifting viso
      • Aumento degli zigomi con protesi (malaroplastica)
      • Aumentare gli zigomi con filler (iniezioni di sostanze riempitive)
      • Aumento del volume degli zigomi con Lipofilling

      CORREZIONE LABBRA-NASO

      • Aumento volume labbra sottili (labioplastica)
      • Aumentare le labbra a scopo estetico
      • Aumento del volume delle labbra che hanno perso tonicità
      • Riduzione labbra carnose
      • Aumento labbra con filler (iniezioni acido ialuronico labbra)
      • Ridurre il naso grosso con rinoplastica
      • Correzione naso aquilino
      • Correggere naso storto
      • Correzione gobba al naso

      Prima

      Dopo

      Costi profiloplastica

      I costi vanno indicativamente da 5.000 euro ai 8.000 euro
      I costi di un intervento di profiloplastica possono variare in base al numero di parti su cui fare degli interventi es. (mento, correzione mandibola, naso, e zigomi), in base alla difficoltà dell’intervento, in base alla clinica in cui viene eseguita l’operazione e in base alle esigenze esposte dal paziente. Il costo della profiloplastica può essere definito con precisione solo dopo un’attenta visita specialistica presso il mio studio di chirurgia estetica.

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        Criolisi per eliminare il grasso sottocutaneo

        Hai mai sentito parlare di criolipolisi?

        No?

        Sei nel posto giusto!

        La criolipolisi è un trattamento medico-estetico pensato per eliminare il grasso sottocutaneo.

        Si basa sull’azione di bassissime temperature che uccidono in maniera naturale le cellule adipose, facendole scomparire.

        Vuoi saperne di più?

        Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere – e anche di più! – su questa tecnica innovativa che ha già lasciato soddisfatte moltissime persone in tutto il mondo.

        Guida alla criolipolisi – Cos’è e come funziona

        Per capire come funziona il metodo, partiamo dalla parola e dalla sua etimologia rivelatrice.

        Il termine criolipolisi, di derivazione fintamente antico-greca come molte altre parole relative a procedimenti scientifici, si può scomporre in:

        • Crio = freddo, gelo;
        • Lipo = grasso;
        • Lisi = scioglimento.

        Quindi: Scioglimento del grasso con il freddo!

        Approfondiamo.

        A cosa serve

        Lo scopo della criolipolisi è quello di andare a sciogliere le cellule adipose localizzate in certe zone del corpo, considerate anti-estetiche rispetto all’armoniosità della figura.

        Tali cellule, una volta sciolte, vengono eliminate dall’organismo alla stregua di sostanze di rifiuto, e la silhouette ringrazia!

        Come avviene questo prodigio?

        Principio di funzionamento

        Com’è ovvio, questa tecnica non ha nulla di miracoloso, bensì si basa su principi fisici applicati alla biologia umana.

        Alla parte del corpo che si vuole trattare viene appoggiato uno strumento in silicone, simile a una coppetta di 15-20 cm, per isolare una singola area cutanea che vi viene come intrappolata.

        Tramite un sistema controllato, la temperatura all’interno del mini-ambiente così creato viene abbassata e portata allo zero, per poi scendere ulteriormente.

        Cosa succede a questo punto?

        Le cellule adipose sono più vulnerabili al freddo di tutte le altre.

        A contatto con una temperatura simil-polare, esse si cristallizzano e si dissolvono lentamente fino a morire, mentre quelle di altro tipo intorno a loro non vengono intaccate e rimangono pienamente funzionali.

        Visto che cellule epiteliali, muscoli, nervi e vasi sanguigni continuano la loro vita come sempre, si parla di morte selettiva.

        Il processo di scioglimento e morte cellulare non è immediato: la somministrazione del freddo è solo l’inizio che dà il via al trattamento, ma una volta innescato il fenomeno esso continua all’interno del corpo per diverso tempo, fino a compiersi del tutto.

        E senza che la persona si accorga di nulla!

        Leggi cosa avviene più in dettaglio:

        Dopo 2 giorni dalla seduta, le cellule adipose sottocutanee – o adipociti – che hanno subito il brusco stress termico reagiscono a scoppio leggermente ritardato, infiammandosi.

        Dopo 3 giorni dalla seduta, si attiva un enzima specifico che favorisce l’inizio della disgregazione degli adipociti.

        Dopo una settimana dalla seduta, le membrane cellulari impattate sono ormai indebolite e si dissolvono, iniziando così la riduzione di volume degli adipociti.

        Queste cellule adipose, una volta “morte”, che fine fanno?

        Esse vengono riconosciute dal sistema immunitario come non più facenti parte del normale funzionamento del corpo.

        Vanno perciò fatte sparire!

        Dopo 15 giorni dalla seduta, si attivano i macrofagi che sono tra le cellule spazzine dell’organismo, incaricate di mantenerlo in equilibrio contro le sostanze non più utili (o del tutto nocive).

        I macrofagi, tramite un processo chiamato fagocitosi, inglobano (“mangiano”) i resti degli adipociti da eliminare.

        Le ex-cellule adipose entrano quindi nel sistema linfatico (che tra le altre cose si occupa appunto di smaltire i rifiuti), e da lì vengono trasportate via, processate ulteriormente per via epatica ed eliminate man mano insieme ad altre scorie tramite l’urina.

        E non ricompaiono più!

        Ma quanto tempo ci vuole?

        Come funziona il trattamento nella pratica?

        Rispondiamo a tutti questi interrogativi!

        Come si svolge la seduta

        Durante la criolipolisi sei sdraiata sul lettino.

        Il medico ti avrà prima pesata e scattato delle fotografie localizzate, per documentare meglio il cambiamento da indurre.

        Per prima cosa ti applica del gel antigelo sulla zona da trattare, un po’ come per un’ecografia.

        Questo serve a proteggere l’epidermide e a creare un vero e proprio “effetto ventosa”, impedendo così il passaggio di aria che vada a invalidare la procedura.

        Poi impugna la parte del macchinario da criolipolisi (il quale si chiama Cool Sculpting proprio come la tecnica stessa in inglese) detta manipolo (la famosa coppetta), e te la appoggia sull’area incriminata.

        Il manipolo, grazie a dei tubicini aspiranti, crea un effetto risucchiante che cattura la zona di pelle; a questo punto incomincia l’abbassamento di temperatura indotto.

        I gradi precisi che verranno raggiunti dipendono dalla densità del tessuto adiposo di ciascun paziente.

        La seduta dura un’oretta (variabile secondo le esigenze), durante la quale puoi fare ciò che vuoi – leggere, telefonare, rilassarti!

        Una singola sessione permette di trattare una sola zona; è però possibile occuparsi di più parti lungo l’arco di una stessa giornata.

        Prima del trattamento

        Ci sono delle precauzioni da prendere prima di presentarsi alla seduta?

        Qualcuna sì.

        Innanzitutto vanno fatte e consegnate al medico delle analisi del sangue, che assicurino della corretta capacità del fegato di lavorare a pieno regime.

        Infatti, come prima cosa si effettua un colloquio conoscitivo con il medico, che valuta l’idoneità fisica al trattamento, stabilisce insieme al paziente la durata del ciclo (tendenzialmente comunque bastano una o due sedute) e fornisce tutte le informazioni necessarie.

        È da evitare la criolipolisi se sulla zona coinvolta si hanno cicatrici di meno di un anno; è altresì opportuno astenersi dal praticarla su smagliature profonde.

        Nelle due settimane prima della seduta è importante evitare di sottoporsi a epilazione al laser o a luce pulsata, che potrebbero sensibilizzare oltremodo la pelle.

        Nei due giorni precedenti al trattamento le indicazioni sono due:

        • Non applicare cosmetici, per evitare eventuali reazioni allergiche al gel;
        • Non esporsi eccessivamente al sole o a lampade UV.

        Dopo il trattamento

        Uno dei vantaggi della criolipolisi è che una volta uscita dallo studio medico, non devi fare praticamente nulla!

        Si consiglia comunque di bere tanta acqua per aiutare l’organismo a smaltire le sostanze da eliminare, questo per tutto il periodo indicato.

        Anche muoversi regolarmente aiuta.

        Siccome si prescrive anche di non sottoporre la pelle a ulteriori stress temporanei, per la settimana successiva è bene non fare sport e, come già detto, non esporsi eccessivamente ai raggi solari diretti.

        Similmente, per lo stesso motivo anche trattamenti wellness come sauna, bagni di vapore o idroterapia con idromassaggio andrebbero posposti.

        Da ultimo servirebbe evitare l’alcool fino alla conclusione del trattamento, poiché il suo consumo va a incidere sui processi di generazione delle cellule adipose.

        Ha effetti collaterali?

        Ottima domanda.

        No, la criolipolisi non presenta effetti collaterali!

        Ci sono però alcuni sintomi leggeri che hanno una buona probabilità di comparire subito dopo il trattamento, per poi scemare gradualmente e naturalmente nelle ore successive o al massimo entro qualche giorno.

        Sono dovuti semplicemente al contatto prolungato con il freddo, e allo stress dei tessuti sotto l’azione energica della ventosa risucchiante.

        Potremmo quindi avere arrossamenti cutanei, un certo senso di bruciore oppure di indurimento o la comparsa di edema; o ancora una sensazione di intorpidimento e di ridotta sensibilità.

        Passeranno rapidamente e soprattutto non sono assolutamente nulla di grave, solo una normale reazione.

        Quante sedute ci vogliono

        Come dicevamo, generalmente una o due sedute sono sufficienti a occuparsi delle zone critiche.

        Infatti la criolipolisi si occupa proprio di adiposità localizzate e ben circoscrivibili e non, come invece ad esempio la liposuzione, di zone più vaste (tra poco vediamo perché).

        Il medico deciderà la tempistica; di solito, quando è necessaria una seconda seduta essa si effettua dopo circa due mesi dalla prima, poiché il processo di eliminazione del grasso avviene appunto nella durata.

        Parti del corpo trattabili

        Ma si può effettuare la criolipolisi su tutto il corpo oppure ci sono delle limitazioni?

        Effettivamente ce ne sono, per un motivo ben preciso.

        La tecnica non agisce sul grasso corporeo situato troppo in profondità, situazione tipica nelle persone obese o in forte sovrappeso generalizzato.

        Riesce solo a combattere gli accumuli localizzati e più in evidenza, come i cuscinetti o le rotondità legate a una singola parte del corpo.

        Questo anche perché il manipolo che si applica su di essi ha un diametro non più grande di una ventina di centimetri.

        Perciò, il paziente ideale è una persona normopeso o leggermente sovrappeso, con un BMI (indice di massa corporea) nella norma, che tuttavia – nonostante magari anche uno stile di vita sano e non volto a prendere peso – non riesce a liberarsi di alcune zone critiche.

        Un’altra categoria che ben si presta è quella delle neo-mamme che, qualche tempo dopo aver partorito, mostrano ancora accumuli sulla pancia che non sembrano volersene andare più.

        Per la criolipolisi, le aree che risultano le più idonee sono:

        • Addome: come vedremo tra poco, è anche l’area che apporta maggiori benefici per la salute!
        • Gambe e ginocchia;
        • Interno ed esterno coscia;
        • Culotte de cheval“, che sarebbero gli ammassi adiposi subito sotto le natiche, particolarmente nelle donne;
        • Glutei;
        • Schiena (i famigerati “rotolini”);
        • Fianchi e “maniglie dell’amore”;
        • Doppio mento;
        • Rotondità anomale della zona ascellare.

        È possibile attuare la criolipolisi sul viso?

        Secondo alcuni specialisti sì: grazie all’effetto tonificante ottenuto sui tessuti, sarebbe possibile apportare loro una nuova compattezza e ridurre le rughe.

        Risultati

        La criolipolisi consente di ridurre fino a 2 centimetri di girovita.

        Secondo le approssimazioni ormai note, ogni seduta permetterebbe di liberarsi all’incirca del 20-25% del grasso di quella data zona.

        A fine trattamento si dovrebbe raggiungere una soglia che va dal 30% al 50% di adipe localizzato in meno.

        Pro e contro della criolipolisi

        Dopo aver visto nel dettaglio come funziona la criolipolisi, viene da chiedersi: conviene o non conviene sottoporvisi?

        Ragioniamo insieme su tutto ciò che va considerato!

        Vantaggi

        vantaggi della criolipolisi, anche rispetto ad altre tecniche diverse per metodi ma simili quanto ai risultati finali (più avanti faremo una comparazione), sono numerosi.

        Ci rivolgiamo soprattutto ai più scettici: niente paura, la criolipolisi funziona davvero.

        Se non ci si fida dei forum online e simili, dove non si sa in che misura ciò che viene dichiarato dagli utenti sia veritiero, basta farsi un giro tra i portali accademici e dare una scorsa ai numerosi articoli scientifici internazionali, che dimostrano indiscutibilmente i risultati ottenuti dai trattamenti.

        Un indubbio vantaggio della criolipolisi è che non serve ricovero ospedaliero: niente chirurghi né anestesisti, niente bisturi né aghi, niente tempo di recupero né lungo iter preliminare di idoneità.

        E niente farmaci da assumere!

        Basta discuterne in anticipo con lo specialista, presentarsi all’appuntamento fissato, e dopo un’oretta se ne esce in tutta tranquillità.

        Altro punto importante: la criolipolisi non fa male e non lascia segni sul corpo, di nessun tipo.

        È permanente e va bene per tutti: donne e uomini, più e meno giovani.

        Ne beneficiano in particolare le persone di una certa età: già dopo i 40 anni la capacità metabolica diminuisce, e il corpo fa sempre più fatica a bruciare i grassi senza essere aiutato in ogni modo possibile.

        La criolipolisi non è invasiva!

        È un sistema di smaltimento naturale dei grassi, che viene semplicemente innescato dall’esterno, dopodiché prosegue autonomamente in maniera progressiva.

        Come sistema di riduzione dell’adipe, costa inoltre decisamente meno della chirurgia.

        Per via della modalità meccanica in cui è svolta, la criolipolisi apporta significativi miglioramenti anche cutanei.

        Il trattamento infatti, come anticipato parlando del viso, rende la pelle più elastica e tonica.

        A questo proposito, chi soffre di cellulite sarà molto contenta: l’effetto buccia d’arancia si attenua notevolmente poiché, grazie alla scomparsa delle cellule adipose sotterranee, l’epidermide ritorna a livellarsi in maniera piana e regolare.

        Infine, un vantaggio specifico di chi la effettua nella zona addominale riguarda la salute.

        Come è noto, alcune malattie metaboliche e problemi cardiovascolari si incrementano proporzionalmente alla circonferenza del girovita.

        Andando ad eliminarne qualche centimetro, dunque, i suddetti rischi diminuiscono!

        Svantaggi e limiti

        Dobbiamo precisare – sebbene non si tratti propriamente di uno svantaggio in senso stretto – che la criolipolisi NON è un sistema di dimagrimento vero e proprio.

        Si tratta piuttosto di una tecnica rimodellante, che aiuta a ridefinire i volumi e i contorni del corpo.

        Ma naturalmente non agisce in maniera diretta sul metabolismo, quindi non si può pensare di mettersi a mangiare di più dopo un intervento o sarà tutto inutile!

        Un limite al quale abbiamo già accennato consiste nella possibilità di trattare solo un’area fisica per volta, da cui dipende l’impossibilità di dedicarsi davvero a tutto il corpo.

        Di conseguenza, se vuoi trattare una zona del corpo che di fatto sono due, ad esempio i fianchi o le ginocchia, dovrai sottoporti a due diverse sedute.

        Ma anche detto ciò, gli svantaggi veri e propri della criolipolisi sono praticamente inesistenti, all’infuori di uno che, purtroppo, non è affatto trascurabile: il prezzo.

        Quanto costa la criolipolisi

        Per molte persone siamo arrivati al tasto dolente.

        Il costo di una singola seduta di criolipolisi si aggira intorno ai 650-850 euro, variabili sia in base all’ampiezza della zona da trattare, sia alla competenza e alla fama del medico e della clinica/ambulatorio.

        Si deve aggiungere solo il costo del primo incontro orientativo con lo specialista e quello degli esami del sangue preliminari.

        Sì, il prezzo totale è alto, ma per fortuna in una, massimo due o tre sedute è tutto fatto!

        Controindicazioni – A chi non è adatta?

        Quali sono le persone per cui la criolipolisi è sconsigliata, o proprio vietata?

        Eccole:

        • Donne incinte o in fase di allattamento, che hanno bisogno anche delle riserve di grasso per portare a termine il compito temporaneo affidato loro da Madre Natura;
        • Persone con patologie del fegato, poiché quest’organo è co-responsabile dello smaltimento dei grassi dissolti;
        • Diabetici, che possono o potrebbero incorrere in tutta una serie di rischi aggiuntivi;
        • Persone che portano un pacemaker;
        • Persone con ernia inguinale o addominale;
        • Persone in eccessivo sovrappeso o obesità, per le ragioni di cui sopra;
        • Persone con un notevole rilassamento cutaneo, il quale potrebbe interferire con la normale somministrazione del freddo;
        • Persone particolarmente insofferenti alle basse temperature;
        • Persone che assumono farmaci sensibilizzatori della pelle.

        È interessante notare come, in aggiunta, alcuni medici includano anche il caso di alcune persone con “mentalità o tendenze anoressiche”.

        Ovvero persone senza particolari problemi di adiposità, e tuttavia con la spiccata tendenza a identificare pinguedine in eccesso su di sé e a volerla eliminare a ogni costo.

        Un disturbo del genere, di origine nervosa, rappresenta certamente un problema per le persone che ne sono affette, ma non si risolverà con un trattamento localizzato di criolipolisi.

        All’origine del disagio infatti non c’è il cuscinetto, bensì una percezione distorta del proprio fisico.

        Se pensi che quanto appena detto possa riguardarti, parlane con il tuo medico o con uno psicologo di fiducia, che saprà aiutarti a identificare il metodo migliore per tornare a sentirti in forma.

        Per ulteriori informazioni o domande, ecco come contattare la Dott.ssa Stelian

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          Quali sono i trattamenti estetici che conviene fare nel periodo estivo e quali è meglio evitare?

          Piccoli ritocchi utili per l’estate.

          Invecchiando il nostro viso perde il grasso naturale in alcune aree come ad esempio le guance, le sopracciglia, il collo ed il contorno occhi. Il risultato è un viso più lungo e dall’aspetto più stanco.

          Con l’invecchiamento della pelle, il tessuto connettivo diventa più sottile e le fibre elastiche di cui si compone subiscono una sorta di rottura, per cui il viso perde parte della sua elasticità. A seguito di ciò, tale mancanza porta alla formazione di rughe, così come alla ptosi delle guance e delle sopracciglia ossia dei cedimenti causati da muscoli indeboliti.

          Quando si verificano questi inconvenienti l’aspetto estetico non è certamente dei migliori, per cui specie in estate sono necessari dei ritocchi al viso allo scopo di avere un volto luminoso, liscio e senza rughe.

          A tale proposito vale la pena sottolineare che per ottimizzare il risultato, si può ricorrere a quattro tipi di trattamenti di rivitalizzazione della pelle che non sono invasivi e soprattutto si possono effettuare in estate senza alcuna controindicazione.

           

          Perché conviene fare i ritocchi nel periodo estivo?

          L’estate nonostante le alte temperature e l’esposizione al sole non pone limiti ad alcuni trattamenti. In previsione delle vacanze, è possibile ricorrere a diversi trattamenti non invasivi ma che si rivelano rigeneranti, soprattutto perché prevedono l’uso di acido ialuronico, vitamine ed antiossidanti tutti ideali per combattere l’invecchiamento precoce della pelle causato dai raggi Uva.

          Alcuni esperti chirurghi estetici ritengono che si possano effettuare anche last minute, poiché non impediscono l’esposizione ai raggi solari quindi il tutto può avvenire in massima sicurezza.

          Questi ritocchi rivitalizzanti, in genere, consistono nella somministrazione con aghi molto sottili di sostanze opportunamente miscelate tra loro che non comportano il rischio di macchiare la pelle. Le uniche controindicazioni seppur lievi sono quelle classiche, per cui tali ritocchi estetici non sono adatti a pazienti che hanno deteriminate malattie dermatologiche o fanno uso di particolari farmaci.

           

          La rivitalizzazione del viso con fili in PDO

          Soprattutto per i più giovani, un aumento delle rughe e un conseguente viso spento richiede un ritocco non invasivo con dei fili in PDO. Si tratta in sostanza di un trattamento economico rispetto ad un lifting del viso. Costa meno e richiede poco tempo in termini di degenza. Alcuni chirurghi lo promuovono definendolo come un lifting all’ora di pranzo o del week-end. Di solito l’intervento può essere eseguito con la massima professionalità in circa un’ora.

          Il ricorso ai suddetti fili fornisce un vero e proprio effetto duraturo e in una forma più delicata agisce sull’arcata sopraccigliare oltre al sollevamento del viso e del collo. Di seguito i dettagli il metodo di applicazione dei fili PDO:

          le punte situate lungo il filo fungono da ancoraggi per afferrare, sollevare e sospendere una zona del viso, si applicano sotto la pelle per tenderla, riempirla e sollevare le guance cascanti. Oggi i tipi di fili più gettonati sono quelli di tipo bidirezionali e unidirezionali.

          I primi non hanno punti di ancoraggio e vengono inseriti all’interno di un ago cavo e posizionati in modo tale che il filo stesso non possa muoversi, mentre il secondo tipo invece viene fissato in un punto ben preciso a livello superiore del viso.

          Scegliere questo ritocco in estate è ideale poiché i tempi di recupero sono decisamente brevi: basta soltanto limitare le proprie attività per almeno 24 ore.
          Per ottimizzare il risultato il consiglio è di optare per alcune restrizioni dietetiche come ad esempio dei cibi morbidi per 7 giorni. Per quanto riguarda il dolore si può gestire con farmaci orali specifici.

          Sebbene l’intervento non sia invasivo è preferibile assumere degli antibiotici per un periodo di 5 giorni, poiché si tratta dopo tutto di un inserimento di un corpo estraneo nella cute.

           

          L’iniezione della tossina del botulino

          Un altro tipo di ritocco estivo necessario per correggere le rughe del viso è il Botox, consiste nell’iniettare la tossina del botulino attualmente utilizzata per eliminare le rughe ipercinetiche del viso, causando quindi la paralisi dei muscoli mimetici sottostanti.

          Poiché vi sono alcune differenze istologiche tra gli aspetti somatici delle popolazioni asiatiche e caucasiche, come il derma spesso e la fibra di collagene più abbondante, si prevede quindi che la trazione cronica dei muscoli mimetici sulla pelle influenzi in modo diverso le rughe del viso.

          Per tale scopo la maggior parte dei chirurghi estetici sostiene che la durata della tossina botulinica è prevista intorno ai 5/6 mesi e le zone in cui viene iniettata sono l’area laterale cantale, quella glabellare, la fronte ed il dorso nasale.

          Ricorrere all’iniezione di botulino tra l’altro è ideale in estate poiché non comporta nessun effetto collaterale, tranne qualche lieve gonfiore locale ed ecchimosi nei punti dell’iniezione stessa che tuttavia svaniscono nel giro di pochi giorni.

           

          Il ritocco con i Filler

          Un altro ritocco necessario per il periodo estivo consiste nel far ricorso ai cosiddetti Filler facciali noti anche come dermici, che ritornano utili per:

          • ingrandire le labbra
          • dare alle sopracciglia un aspetto ascendente
          • migliorare gli zigomi
          • cancellare i cerchi sotto gli occhi (nulla a che vedere con la blefaroplastica)
          • ottenere un viso più riposato e ringiovanito di qualche anno

          I filler dermici possono essere iniettati dal chirurgo estetico in meno di un’ora e non richiedono nessuna degenza né tempi prolungati di inattività. Gli effetti collaterali sono decisamente minimi anche se una volta ogni tanto può verificarsi qualche lieve ecchimosi, gonfiore ed arrossamento dove il riempimento è stato iniettato.

          E’ doveroso aggiungere che l’effetto del filler è temporaneo e svanisce dopo 6 mesi, a seconda del materiale e del modo in cui viene utilizzato.

          Oggi sul mercato ci sono molti prodotti di riempimento del tipo filler dermico, Trovare quello giusto per la propria persona dipenderà soprattutto dal budget disponibile e dall’esperienza del chirurgo, anche se da non sottovalutare sono le sfumature della pelle ed eventuali danni subiti a seguito dell’eccessiva esposizione al sole.

          Optare per un riempitivo significa ottimizzare il risultato in diverse aree del viso, come ad esempio aggiungere un contorno giovanile alle guance che si appiattiscono naturalmente nel tempo, levigare le linee da moderate a profonde intorno al naso e alla bocca (dette anche pieghe naso-labiali), e quelle che scorrono dagli angoli della bocca verso il mento.

          Alcuni filler, tra l’altro, contengono acido ialuronico ovvero uno zucchero presente in natura che conferisce idratazione, volume ed elasticità alla pelle. Man mano che l’acido in oggetto si esaurisce con l’avanzare dell’età, la pelle perde volume e di conseguenza appaiono le rughe.
          Quando viene iniettato l’acido agisce come una spugna per attirare l’acqua naturale presente nella pelle e di conseguenza riempie l’area interessata, favorendo nel contempo la produzione di collagene.

           

          Trattamento per il viso con la Radiofrequenza

          Buona parte dei chirurghi estetici che combinano la tecnologia più evoluta con un approccio pratico dettato dalla loro esperienza, per il trattamento della pelle spesso consigliano un ritocco del viso prima dell’estate con la radiofrequenza.

          Tale intervento serve a mantenere la pelle sollevata ma anche ad ammorbidire le linee sottili del viso rassodandole e rendendole durature nel tempo.

          La radiofrequenza nello specifico stimola la produzione di collagene. Durante il trattamento viene utilizzata una macchina per riscaldare la pelle tra i 38-40 gradi che sembra un vero e proprio massaggio facciale con pietre calde, avvertendo quindi il paziente un calore molto piacevole.

          In genere il trattamento del viso con la radiofrequenza richiede circa 30 minuti, per cui non ci sono tempi morti e quindi si può scegliere l’orario più consono, come ad esempio la pausa pranzo, per poi uscire la sera con un aspetto rinvigorito e splendente.

          Questo tipo di ritocco estetico estivo è particolarmente adatto per chi soffre di opacità della pelle e lamenta una scarsa produzione naturale di collagene. Tra l’altro è importante sottolineare che la radiofrequenza serve anche ad aumentare i livelli di ossigeno, quindi è ottima per la luminosità generale del viso.

          Per ulteriori informazioni o domande, ecco come contattare la Dott.ssa Stelian

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            Coolsculpting “Minima spesa, massima resa”

            Se siete della filosofia “Minima spesa, massima resa”, mi sento in dovere di mettervi all’erta: applicare questa metodologia di pensiero alla chirurgia estetica potrebbe rivelarsi una pessima idea.
            Purtroppo sono sempre di più le persone che, desiderose di cambiare e sentirsi a proprio agio con il proprio corpo, scelgono un medico estetico solo sulla base del preventivo.

            1. Capire fin da subito se un chirurgo estetico sia qualificato o meno

            Il chirurgo estetico deve, come prima cosa, possedere una Laurea in Medicina ed essere iscritto all’Ordine professionale. Non solo: deve essere specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva ed Estetica o aver maturato un’esperienza in questo campo specifico da almeno cinque anni per essere ritenuto un vero specialista della materia.

            2. Scegliere un medico estetico anche in base alla struttura in cui opera

            Uno dei fattori che permettono di capire se un medico estetico opera in sicurezza è, sempre secondo gli esperti dell’AICPE, la valutazione della struttura sanitaria dove lavora: deve essere accreditata dal Ministero della Salute e rispettare determinati requisiti di sicurezza e di igiene. Va inoltre valutata l’equipe medica che opererà ed affiancherà il chirurgo plastico nell’intervento, a partire dall’anestesista.

            3. Chiedere quali siano gli strumenti e i prodotti utilizzati nell’intervento

            Un medico estetico qualificato e che agisce nel rispetto della persona non avrà problemi a fornirvi nome, marca, targhetta identificativa e altre informazioni sul materiale che utilizza, come ad esempio una protesi per il seno o un filler per le rughe. È un vostro diritto avere tutte queste informazioni (perciò chiedetele!).

            4. Fare una prima visita

            Anche la prima visita può essere utile per individuare la professionalità del chirurgo estetico. Questa visita è indispensabile per dettagliare aspettative, rischi, costi totali e valutare, sulla base dell’anamnesi del paziente, le concrete possibilità di realizzazione.
            Gli esperti AICPE precisano che le fotografie del “prima e dopo intervento” degli altri pazienti o i programmi elaborati al computer sono solamente indicativi del risultato finale. Molto dipende dalla problematica che presenta ciascun paziente e dalla mano del chirurgo in corso d’opera.

            5. Informatevi, col consenso informato

            Non dimenticate che, prima di firmare il consenso informato, dovete leggerlo approfonditamente e con cura, chiedendo al vostro chirurgo qualsiasi informazione aggiuntiva. Se avete analizzato tutti questi fattori e avete stabilito che il professionista è in regola con quanto citato sopra, potete dire di essere nelle mani del chirurgo estetico che fa per voi.

            GRANDE NOVITA – IL TRATTAMENTO COOLSCULPTING®

            Il sistema CoolSculpting® è un dispositivo di raffreddamento non invasivo (non chirurgico) in grado di trattare le adiposità localizzate ostinate applicando un raffreddamento controllato a diverse zone del corpo del paziente colpendo in maniera controllata le cellule adipose sottocutanee.
            Il 25% delle cellule adipose della zona trattate per effetto della criolipolisi vengono cristallizzate (congelate), distrutte definitivamente ed eliminate naturalmente dal corpo in 90 giorni.
            Coolsculpting è la prima procedura riconosciuta dalla FDA Americana come trattamento sicuro e non invasivo contro le adiposità localizzate.

            Le zona che possono essere trattate con efficacia sono:
            • sottomento
            • addome
            • maniglie dell’amore
            • interno coscia
            • esterno coscia
            • culotte de chevalle
            • ginocchio

            L’uso del sistema deve includere aree del corpo con uno spessore dello strato adiposo sottocutaneo maggiore di 1 cm. CoolSculpting® non è un trattamento per l’obesità.

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              Rinoplastica

              L’intervento di rinoplastica permette di correggere gli inestetismo del naso armonizzando il profilo della persona senza stravolgere la fisionomia della stessa e sempre rispettando le proporzioni del viso.

              Molto spesso il fine della rinoplastica non è solamente quello estetico ma anche quello funzionale, intervenendo quindi sul setto nasale (in questo caso parleremo di rinosettoplastica), e anche quello di ristabilire forma e funzione del naso dopo un evento traumatico.

              Può essere effettuato dopo i 15-16 anni di età e comunque al completamento della sviluppo osseo. Nel post operatorio il paziente dovrà inserire dei tamponi che verranno rimossi dal medico dopo circa 24-48 ore. Possono manifestarsi gonfiori ed ematomi che spariscono in circa 7-10 giorni.

               

              Chirurgo rinoplastica Novara: le diverse tipologie di intervento della Dott. Stelian

              Questo intervento può essere primario o secondario a seconda che venga eseguito la prima volta in assoluto o che sia eseguito per correggere qualche difetto ancora presente dopo il primo intervento. In base alla tecnica utilizzata dal chirurgo, si parla di intervento chiuso o aperto. Una rinoplastica è chiusa se viene eseguita per correggere piccole imperfezioni e tutte le incisioni vengono eseguite all’interno delle narici ed è aperta quando i difetti da correggere sono più importanti e viene portata a termine praticando un’incisione alla base della piramide nasale.

              Fase Pre e Post intervento 

              Si tratta di un intervento di chirurgia estetica che necessita di grande personalizzazione. Il chirurgo plastico studia la forma del naso e le eventuali patologie respiratorie da correggere e, insieme al paziente, decide come procedere e quali sono le modifiche da apportare. L’intervento avviene in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione. Dopo l’intervento si avverte un leggero dolore e, in un paio di settimane, scompare l’eventuale gonfiore. È comunque essenziale rispettare i suggerimenti e le prescrizioni terapeutiche dello specialista ed evitare accuratamente i colpi accidentali.

               

              Rinoplastica non chirurgica

              La correzione del profilo del naso, solo sotto l’aspetto estetico non funzionale, è possibile ottenerla anche attraverso il RINOFILLER, ossia l’introduzione di acido ialuronico riassorbibile.

              Tale trattamento di medicina estetica permette di armonizzare il profilo del paziente senza ricorrere alla chirurgia.
              I risultati sono subito visibili e durano dai 6 mesi ad un anno, dopodiché l’acido tenderà a riassorbirsi.

              È una procedura che si effettua senza nessun tipo di incisione. In pratica, prevede l’uso di filler (l’acido ialuronico), che, andando a riempire alcune zone, agiscono modificando e modellando la forma del naso. Non sostituisce totalmente l’intervento tradizionale, non essendo adatta, ad esempio, nel caso di setto nasale deviato, ma riesce a sostituirlo in tutti i casi in cui è richiesto un intervento di modellamento estetico, come la correzione delle gobbe nasali o la sistemazione della punta e della radice del naso.

               

              Modalità di intervento

              Questo procedimento non chirurgico viene eseguito in ambulatorio e, generalmente, non necessita di anestesia. La seduta è breve e il dolore quasi del tutto assente. Chi è particolarmente sensibile troverà giovamento dall’applicazione di una crema anestetica o di semplice ghiaccio. Anche durante il periodo post-intervento non ci sono grossi problemi: non servono medicazioni ed è possibile, fin da subito, tornare alle attività consuete.

              Durata dei risultati

              L’effetto del trattamento, essendo determinato da filler riassorbibili e senza un vero intervento chirurgico, non è definitivo. Generalmente, i risultati si mantengono ottimali per circa 12 mesi, quindi il suggerimento potrebbe essere quello di ripetere una sessione all’anno. Proprio per queste caratteristiche, dopo il completo riassorbimento del filler, è possibile prendere la decisione di procedere con un intervento chirurgico tradizionale. La soluzione migliore non esiste in assoluto, ogni caso deve essere valutato singolarmente dallo specialista di Allure Medical che darà i consigli più opportuni.

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                Il Trattamento CoolSculpting

                SteliTecnologia basata su un complesso processo di raffreddamento denominato “Criolipolisi” per l’eliminazione delle cellule adipose.

                Questa procedura non è invasiva, non richiede anestesia e con una unica seduta di 1h permette la riduzione selettiva di cuscinetti di grasso localizzati in distretti corporei particolarmente resistenti a dieta ed esercizio fisico come addome, fianchi (maniglie dell’amore), schiena e zone “placabili”, con un ritorno alle normali attività subito dopo la fine del trattamento. Ogni applicazione permette una riduzione del grasso  della zona trattata.

                Il CoolSculpting® è la combinazione perfetta di efficacia, convenienza, valore e sicurezza, è l’unica Criolipolisi con Certificazione FDA ed a esclusivo uso medico.

                Il Trattamento CoolSculpting

                Una Semplice Osservazione ha portato all’ Ideazione di una Tecnologia che ha modificato il settore della Medicina Estetica.
                Sviluppata da rinomati scienziati di Harvard Dieter Manstein, MD e R. Rox Anderson, MD, l’idea di un processo di raffreddamento – cristallizzazione degli adipociti – è nata nel 1970 dall’osservazione clinica di alcuni bambini, questi presentavano asimmetrie delle guance causate, nel tempo, dal mangiare ghiaccioli sempre dallo stesso lato.
                L’intuizione alla base di CoolSculpting® è che il freddo possa incidere selettivamente sul grasso portando gli adipociti (cellule di grasso) ad un processo di morte cellulare programmata (apoptosi) con un’ eliminazione di tali cellule in maniera progressiva e naturale senza creare danni al fegato, è proprio questa differenza che rende Coolsculpting la tecnica più sicura nel mondo della “Criolipolisi” con oltre 7 milioni di trattamenti svolti in tutto il mondo.

                Il profilo di sicurezza ed efficacia di Coolsculpting è dimostrato in ben 52 pubblicazioni scientifiche.

                Ecco il mio articolo pubblicato per Obiettivo Benessere – Tgcom 24 su questo trattamento sensazionale

                 

                Clicca per leggere l’articolo completo sul sito Obiettivo benessere

                 

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                  Mastoplastica Additiva

                  Odeon TV

                  La Dott.ssa Gabriela Stelian, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, ci parla di Mastoplastica Additiva, diverse forme delle protesi, vantaggi e svantaggi di ognuna, nuove protesi moderne, diversi posizionamenti di queste protesi, come va scelto il volume finale mantenendo la naturalità del seno e convalescenza.

                  Mastoplastica additiva

                  La mastoplastica additiva è una operazione finalizzata all’aumento di volume delle mammelle. Nella mastoplastica additiva, più che per ogni altro intervento in chirurgia estetica, è essenziale un’attenta pianificazione pre-operatoria che deve tenere conto di quelli che sono i desideri della paziente in termini di forma e di volume e valutare se questi sono realizzabili sulla base della situazione anatomica di partenza.

                   

                   

                  Possiamo  effettuare l’intervento con un accesso chirurgico che può essere dal solco inframammario, dall’areola, o dal cavo ascellare creando una tasca che può essere retroghiandolare, retrofasciale o retromuscolare, utilizzando protesi rotonde o anatomiche con vario grado di proiezione e coesività, rivestite di silicone o di poliuretano.

                  Tutte queste variabili vengono scelte tenendo conto sia della situazione anatomica preoperatoria delle mammelle che dei desideri della paziente e vanno valutate accuratamente durante i colloqui preliminari.

                   

                  Facciamo qualche esempio

                  Se la paziente ha delle mammelle già ben rappresentate con una buona copertura di tessuto fibroghiandolare del polo superiore, è possibile posizionare le protesi in sede retroghiandolare o preferibilmente retrofasciale (tra la fascia del muscolo pettorale ed il muscolo pettorale stesso).
                  Se abbiamo una paziente con un torace proporzionato all’altezza, con una ghiandola mammaria ben conformata ed il capezzolo centrato sulla coppa, che desidera un aumento omogeneo del volume, possiamo optare sia per una protesi rotonda che per una protesi anatomica a seconda delle preferenze estetiche della paziente stessa. Una volta scelte le dimensioni della protesi attraverso delle misurazioni, saranno le differenti proiezioni a determinare il volume finale dell’impianto.

                  Se invece la paziente è bassa e con un torace un po’ largo o viceversa è piuttosto alta ed esile, pur in presenza di una ghiandola mammaria ben sviluppata le protesi più idonee saranno quelle anatomiche che, oltre alla forma a goccia hanno la possibilità di avere un’altezza differente rispetto alla larghezza, una caratteristica che permette, dopo un’attenta valutazione del chirurgo, di poter realizzare un seno armonico e naturale in base alla conformazione della gabbia toracica.

                  Se la ghiandola mammaria presenta una lieve perdita di tono (ptosi mammaria) utilizziamo alcuni accorgimenti tecnici volti a risollevare la mammella quali la tecnica dual plane, associata, se è necessario far risalire anche il capezzolo, ad un accesso chirurgico emiperiareolare superiore o periareolare completo con sutura a borsa di tabacco (round block). Inoltre utilizzeremo protesi anatomiche ad alto grado di proiezione e coesività, in modo che esse stesse sorreggano la ghiandola mammaria lievemente ptosica.

                  Se la paziente desidera un rapido ritorno all’attività sportiva e/o lavorativa e/o utilizza gli arti superiori per lavoro, noi utilizziamo protesi rivestite in poliuretano che si fissano nel giro di pochi giorni ai tessuti circostanti in modo inamovibile annullando il rischio di rotazione, innalzamento o asimmetria delle protesi stesse.

                  Se la paziente è già stata operata e desidera sostituire gli impianti, noi utilizziamo protesi rivestite di poliuretano perché il rischio di contrattura capsulare (la principale complicanza legata all’inserimento delle protesi mammarie) è molto basso e si attesta intorno al 2-4 % a 10 anni dall’intervento.

                  Se la priorità della paziente è avere il rischio di complicanze più basso possibile a medio/lungo termine, usiamo le protesi in poliuretano.

                   

                   

                  Per ulteriori informazioni o domande, ecco come contattare la Dott.ssa Stelian

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                    Mastoplastica Additiva

                    La “Mastoplastica additiva” rappresenta al giorno d’oggi l’intervento più conosciuto tra tutti quelli effettuati in “chirurgia plastica”. Aumentare di qualche taglia il proprio “seno” è il desiderio recondito della maggior parte delle donne, per questo l’intervento è tra i più richiesti.
                    Va precisato che tale procedura chirurgica non si limita ad aumentare di volume il seno, ma conferisce allo stesso un maggior tono, una forma più gradevole, una simmetria con il seno controlaterale, oltre a donargli un aspetto più giovanile e più tonico.

                    Negli Stati Uniti d’America più di 1 milione di donne si sono sottoposte a questo intervento.

                     

                    L’intervento chirurgico

                    L’aumento chirurgico del seno, sebbene risulti essere un intervento relativamente semplice, deve sempre essere considerato un’operazione chirurgia a tutti gli effetti.

                    Il chirurgo avrà l’arduo compito di far conciliare le aspettative e le esigenze di ogni sua paziente, con parametri fisici e tessutali delle stesse.

                    Seno grande o piccolo?

                    L’ingrandimento volumetrico del seno dovrà sempre essere proporzionato alla silhouette della donna, rispettando le proporzioni con le altre strutture anatomiche: fianchi , torace, spalle, ecc.

                    L’eccesso dei volumi largamente pubblicizzato su rotocalchi e reality show rappresenta un rischio reale per la persona che si sottopone all’intervento chirurgico, aumentando esponenzialmente il rischio di complicanze post operatorie.

                    svantaggi presenti per ogni tecnica.

                     

                    Quali sono le vie d’accesso per le protesi?

                    Le protesi mammarie possono essere inserite:

                    – per via periareolare;

                    – per via ascellare;

                    – con incisione nel solco sotto mammario;

                    – per via ombelicale.

                    La scelta dipende da diversi fattori come ad esempio dalla grandezza dell’areole, dalla grandezza delle protesi, dal tipo di protesi da inserire o da condizioni anatomiche preesistenti (come un seno tuberoso per esempio).

                     

                    Il posizionamento delle protesi:

                    Se l’intervento concettualmente risulta essere semplice (ovvero inserire una coppia di protesi) esistono numerose sfumature tecniche che conoscono periodicamente aggiornamenti concettuali. Le protesi mammarie possono essere impiantate sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo gran pettorale.
                    Nei limiti di queste due posizioni esistono svariate varianti come il posizionamento sopra o sotto fasciale, sotto muscolare parziale o totale o la tecnica “dual plane” (doppio piano) o ancora la più moderna tecnica del “multiplane”.
                    La scelta del posizionamento è strettamente legata a parametri anatomici e tecnici che spettano al chirurgo e verranno decisi al momento della prima visita. La scelta della via d’accesso viene concordata con la paziente sempre al momento della prima visita.

                     

                    Qual’è il posizionamento migliore per le protesi?

                    Non è possibile stabilire un posizionamento ideale per tutti i pazienti, spetta al chirurgo la scelta della tecnica da attuare a seconda delle specifiche necessità del caso, illustrando ovviamente alla paziente vantaggi e svantaggi di ogni tecnica.

                    Va specificato che la scelta dell’alloggiamento delle protesi non è in realtà così semplice, considerate le innumerevoli varianti tecniche esistente oltre ai vantaggi e svantaggi presenti per ogni tecnica.

                     

                    Posizionamento sottoghiandolare

                    Vantaggi: facilità di esecuzione della tecnica, assenza di variazione di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale, assenza di incisione per il muscolo pettorale che viene cosi preservato, decorso post operatorio più rapido.

                    Svantaggi: maggiore rischio di visibilità o palpabilità della protesi, soprattutto in pazienti con poca copertura ghiandolare, maggiore rischio di contrattura capsulare (intorno al 3%) .

                     

                    Posizionamento sottomuscolare

                    Vantaggi: minori rischi di visibilità o palpabilità dei margini della protesi e minore rischio di incidenza per la contrattura capsulare (< 3%), in caso di contrattura capsulare minore visibilità.

                    Svantaggi: minore controllo della forma della mammella soprattutto nella porzione supero – mediale, decorso post operatorio più lungo, rischio aumentato di dislocazione verso l’alto della protesi, variazione della forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale.

                    Valutazione preoperatoria

                    La corretta informazione al paziente è di fondamentale importanza per creare una reale consapevolezza del tipo di intervento che verrà eseguito. In seguito si procederà alla raccolta dell’anamnesi alla corretta misurazione del seno e di tutti i parametri necessari per l’individuazione delle protesi da utilizzare e della tecnica operatoria migliore da eseguire.

                     

                    Sarà di fondamentale importanza porre l’attenzione:

                    – sulla forma della mammella – adeguata copertura ghiandolare;

                    – grandezza e spessore del muscolo pettorale;

                    – eventuale ptosi della mammella;

                    – posizione e diametro del complesso areola – capezzolo;

                    – elasticità dei tessuti;

                    – tipo e dimensione delle protesi.

                    Qual’è il tipo di protesi ideale?

                    Non è corretto definire un tipo di protesi ideale o unica per tutti i pazienti, al contrario si devono valutare differenze significative da caso a caso; ciò è molto importante per ottenere un risultato finale ottimale. Sul mercato sono presenti diversi tipi di protesi mammarie, che si diversificano  a seconda:

                    – dei materiali utilizzati;

                    – del profilo (alto, medio, basso);

                    – della forma e del volume;

                    – della superficie (liscia, testurizzata).

                     

                    Tipi di protesi legate alla forma rotonde o anatomiche:

                    Non si può in assoluto stabilire se sia più adatta una protesi rotonda o anatomica; la scelta dovrebbe essere effettuata sulla base del risultato che si vuole ottenere.

                    Le protesi anatomiche danno in genere un risultato più naturale e sono maggiormente indicate nella tecnica “Dual plane” per aumentare la proiezione del polo inferiore, mentre non sono particolarmente consigliate se si vuole ottenere un riempimento del polo superiore quindi con un seno pieno in alto.

                    È importante sottolineare che la scelta della protesi rappresenta un momento particolarmente importante per il chirurgo che deve far combaciare le richieste della paziente con gli effettivi risultati che si possono ottenere in base alle caratteristiche anatomiche della mammella della paziente.

                    La visita clinica preoperatoria è quindi un momento fondamentale per poter pianificare il tipo di protesi da impiantare in base alla conformazione del seno, in base al tipo di protesi, al volume e al posizionamento della protesi stessa.

                     

                    Tipi di protesi legate al profilo:

                    Basso: questo tipo di protesi di silicone, possiede un base più ampia e più basse, quindi più indicate quando si desidera ottenere una maggiore ampiezza della base mammaria e una bassa proiezione in avanti. Sono poco utilizzate nella pratica clinica.

                    Alto: queste protesi di silicone hanno una base più ristretta e danno una maggiore proiezione al cono mammario;questi tipi di protesi sono quelle maggiormente richieste dai pazienti.

                    Medio: rappresentano una via di mezzo tra le prime e le seconde. Due protesi di silicone possono avere lo stesso volume ma una proiezione differente.

                     

                    Differenze legate al tipo di superficie della protesi:

                    Prima di cominciare a discutere sui vari tipi di superfici esistenti negli impianti, è importante capire perché esistono in commercio impianti con diverse superfici. Il corpo umano per una reazione naturale tende ad inglobare con una capsula fibrosa come meccanismo difensivo ogni elemento estraneo a se stesso.

                    Questa capsula fibrosa può diventare patologica per alcuni pazienti, con una reazione di contrattura della capsula che può deformare la protesi di silicone, modificando la forma del seno, e nei gradi più alti di contrazione provocando anche una sintomatologia dolorosa. Definiamo questa complicanza con il termine di contrattura capsulare. In questi casi la capsula deve essere rimossa e le protesi vengono sostituite.

                    Il tasso d’incidenza di contrattura capsulare è legata a fattori non specificatamente chiari e l’argomento è frutto di notevoli dibattiti; S’è notato comunque che la superficie delle protesi, potrebbe diminuire la percentuale d’incidenza. Con le prime protesi mammarie (con superficie liscia) riscontravamo il più alto tasso di contrattura capsulare.

                    Dalla metà degli anni Settanta è arrivata sul mercato la protesi in poliuretano espanso, che tutt’ora ha un’ incidenza pari allo 0,5 %. Attualmente, nella maggior parte dei casi si usano la protesi di silicone testurizzato che danno una incidenza inferiore al 3% dei casi trattati.

                     

                    Fra le possibili complicanze dell’intervento si riscontrano:

                    – comparse di ematoma;

                    – infezione alla mammella e zone limitrofe;

                    – rottura dell’impianto;

                    – linfoadenopatia;

                    – cicatricicontrattura capsulare.

                    Sintomatologia nei giorni successivi all’intervento:

                    Nei giorni successivi all’intervento il paziente potrebbe avvertire un temporaneo indolenzimento della regione mammaria e degli arti superiori; l’eventuale dolore, può controllarsi facilmente con l’assunzione di antidolorifici al bisogno. Saranno presenti ecchimosi e gonfiori che scompariranno dopo qualche settimana.

                    A fine intervento al paziente sarà applicata una medicazione contenitiva che fisserà la posizione delle protesi. Tale fasciatura verrà rimossa dopo una settimana. Il paziente dovrà indossare un reggiseno idoneo a sostegno medio (di tipo sportivo) per un mese.

                     

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