Un bellissimo regalo

  1. Se ancora non hai trovato il regalo giusto, il regalo speciale che davvero può colpire, ecco l’idea perfetta per te: uno dei tanti trattamenti di bellezza della Dottoressa Gabriela Stelian.

Quale miglior regalo per te e per le persone che davvero ami, che una ricarica di bellezza?

Che sia il regalo di Natale, il regalo per il compleanno o per San Valentino, questa è un’idea che di sicuro sarà apprezzata.

Con  metodi e prodotti sempre più sicuri e all’avanguardia, la medicina estetica è ideale per completare un trattamento ad ampio raggio di ringiovanimento del viso e corpo. I risultati sono di solito immediati e molto soddisfacenti e sono un importante aiuto per fermare il tempo.

Contatta lo studio della Dott.ssa Stelian, riceverai ogni informazione sui trattamenti di medicina estetica da regalare a chi ami.

Riferimenti:

Cell. +39 347.32.20.884
e-Mail info@dottoressa-stelian.it
sito web www.dottoressa-stelian.it/info/

Dott.ssa Stelian, Medico Chirurgo Specialista in chirurgia plastica ed estetica

  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Medicina e Farmacia “N.Testemitanu”, Chisinau, Moldavia
  • Diploma di Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università di Medicina “C. Davila” , Bucarest, Romania
  • Abilitata in Italia all’esercizio della professione di Medico-Chirurgo, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l’Università di Ministero della Salute
  • Iscritta all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Novara Iscritta alla Società SICPRE
    (Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica)
  • Ha perfezionato le tecniche di chirurgia estetica presso le più prestigiose strutture di Milano e Torino
  • Ha partecipato ai più importanti Congressi nazionali ed internazionali
  • Libero professionista ed operante nelle più prestigiose cliniche di Milano e Torino
  • Costantemente aggiornata sulle tecniche innovative della chirurgia e medicina estetica
  • Aree di interesse: Ringiovanimento chirurgico e non chirurgico del viso, chirurgia estetica del seno.

Trova il tuo equilibrio

Se ti senti stressato e proprio non ce la fai più, se non vedi una via per vivere una vita più serena, forse, sei nel punto giusto per cominciare a cambiare.

È veramente moto difficile vedere una via d’uscita quando siamo in una condizione di grande stanchezza: non troviamo le forze e tutto sembra riportarci ai soliti problemi conosciuti.

Anche quando un qualsiasi cambiamento sembra impossibile, anche quando ci sentiamo abbattuti, c’è un punto sicuro da cui partire: noi.

La vera difficoltà nel cambiamento non è tanto nel non sapere cosa ci farebbe stare bene ma nel non sapere come attuarlo. Se focalizziamo questo, possiamo partire per un nuovo viaggio.

La maggior parte di noi dimentica la fondamentale importanza dell’ascolto di sé.

Esiste un’intelligenza “primordiale” in noi, quella forza che ci accompagna alla vita e che ci riconduce in salute quando siamo ammalati. È un principio vitale (vix medicatrix nature) che governa tutte le funzioni e tutti i fenomeni osservabili in un organismo vivente; un principio dotato di intelligenza che ci porta a rispondere sempre al meglio alle situazioni per il nostro benessere globale.

Ora, se esiste questo principio, perché stiamo spesso male?

Prima di rispondere, verrebbe da chiederci: quanto siamo propensi ad ascoltarci?

L’ascolto è una necessità, ma questo noi fatichiamo a capirlo.

È una necessità perché, in alternativa, il nostro corpo, una volta che si è stancato di lanciarci i primi segnali di malessere, comincia ad “alzare la voce” esprimendo disturbi sempre più consistenti.

Alcuni di noi sembrano aver maturato una maggior resistenza allo stress e a situazioni disturbanti di vario genere. Tuttavia una cosa è certa: il nostro sistema mente-corpo ha un’ottima memoria e, a prescindere dalla capacità momentanea di far fronte alle difficoltà, prima o poi ci presenta il conto.

Perchè, allora, non partire fin da subito da noi?

Perchè non concederci e non cercare qualche spazio di silenzio durante la giornata, uno spazio solo per noi da trascorrere in ascolto?

Credete! l’importante è iniziare!

Qualche minuto al giorni di “digiuno di parole, di pensieri, di azioni” disintossica!

La reale ricerca di equilibrio è un percorso per il quale non basta un’intera vita. Anche perché l’equilibrio non è una scatola chiusa, è uno stato dinamico in continuo cambiamento.

Ma se iniziamo a prendere confidenza con una parte più profonda di noi, se l’ascolto del respiro per qualche minuto al giorno, comincia a diventare familiare, allora molto può cambiare.

Sembra una piccola cosa non è così.

Da ripetere o da evitare?

Un team di neuro scienziati statunitensi avrebbe individuato un’area che gioca un ruolo cruciale nel nostro processo decisionale, come si legge su un articolo pubblicato su “Nature” – http://www.nature.com/nature/journal/vaap/ncurrent/full/nature19845.html

Per meglio dire, esisterebbe, un’area preposta a “proteggerci” dal ripetersi di delusioni quando la vita ci pone di fronte a situazioni che generano difficoltà; un’area  preposta a selezionare le azioni in base alle loro conseguenze.

L’area in questione si chiama globo pallido e fa parte dei gangli della base, nuclei profondi del cervello. I ricercatori ne hanno testato l’attivazione  in caso di “conseguenza punitiva” di un’azione e la contemporanea diminuzione di dopamina, sostanza fisiologica associata alla ricompensa.

Questa regione sarebbe cruciale per la nostra sopravvivenza, perché ci spingerebbe a ripetere azioni positive e a non ripeterne altre negative.

Sempre secondo il citato articolo di “Nature”, il meccanismo di cui abbiamo parlato, sarebbe bloccato nelle persone con dipendenze da sostanze o depressione.

Letto l’interessante articolo, viene spontaneo domandarsi dove si colloca, in  questo discorso, la possibilità umana di comprensione dell’errore, la possibilità razionale di ritornare coscientemente sui propri passi, per trovarsi nuovamente in difficoltà e, volontariamente, scegliere un altro percorso.

La possibilità di discernere e di optare volontariamente per l’errore, per guardarlo in faccia e cambiare strada, potrebbe essere una risorsa per crescere.

Liberamente tratto da: http://www.nature.com/nature/journal/vaap/ncurrent/full/nature19845.html

Pelle luminosa con una corretta alimentazione

Cari amici e amiche, la salute della nostra pelle parte, sicuramente,  anche da ciò che mangiamo. Alle volte lo dimentichiamo eppure la salute della nostra pelle la conquistiamo anche con una corretta alimentazione.

Se la pelle è opaca, poco luminosa, poco tonica possiamo trovare un grande aiuto in alimenti che agiscono efficacemente per migliorarne l’aspetto.

La dottoressa Lucia Bacciottini, biologa nutrizionista, dottore di ricerca in fisiopatologia applicata e docente di Nutraceutica e Nutrizione Integrata all’Università di Firenze, suggerisce alcuni alleati per la salute e la bellezza della pelle  come acqua e  una dieta povera di zuccheri e di farine bianche;
questi ultimi alimenti, infatti, alterano la flora batterica intestinale e la buona funzionalità dell’intestino.

“La nostra pelle è formata da più tessuti e tutti a rapido ricambio, cioè con la necessità di produrre sempre nuove cellule. Esistono inoltre, all’interno del derma, strutture accessorie come le ghiandole sebacee e sudoripare, le cui secrezioni esocrine possono a loro volta essere influenzate dalle abitudini alimentari e dal sistema endocrinologico ormonale.

Per mantenere la sua integrità la pelle ha bisogno prima di tutto di aminoacidi e quindi di proteine, in giusta proporzione fra proteine di origine animale e vegetale, di vitamine”.

Via libera, dunque, a frutta e verdura, ricche in vitamina C, fondamentale per la struttura del collagene, che rappresenta la matrice proteica del tessuto sottocutanee, senza però dimenticare la vitamina A, presente in vegetali dal colore giallo- arancio, ma anche in semi oleosi e nei latticini.

Insieme a tutto questo una buona abitudine da non abbandonare mai è quella di «bere tanta acqua e di non trascurare nella dieta gli acidi grassi essenziali presenti nell’olio d’oliva, nei semi oleosi come i semi di girasole, zucca, mandorle e sesamo e nel germe di grano».

Da limitare, invece, “i cibi contenenti grassi saturi e conservanti, come i prodotti in scatola e in sacchetto come i biscotti, i dolci a base di zucchero e latte e come i gelati”.

Liberamente tratto da: http://www.vanityfair.it/benessere/dieta-e-alimentazione/16/09/23/alimenti-per-avere-una-pelle-luminosa

Respira: pillole di benessere

Veloce, lento, affannoso, bloccato o a pieni polmoni, il respiro ci parla di noi.

In ogni momento della nostra vita, abbiamo un modo molto chiaro per capire come ci sentiamo: l’ascolto del respiro.

Il respiro ci parla di noi anche quando non lo vogliamo ascoltare.

Se siamo preoccupati, si blocca o accelera, se siamo rilassati e tranquilli, rallenta ed è regolare.

Possiamo vivere senza cibo per parecchi giorni, decisamente meno senz’acqua, ma senza respiro, lasciamo questa terra in brevissimo tempo.

Tuttavia, se è così importante, perché gli diamo così poco credito?

Eppure è un compagno di viaggio prezioso.

La nostra vita potrebbe realmente cambiare se dedicassimo un poco di tempo, ogni giorno, al puro ascolto.

Basterebbe poco tempo quotidiano da dedicare al nostro prezioso amico, per far cambiare la qualità della nostra vita. Allora sì che ci accorgeremmo di quando è importante.

Mezz’ora, un’ora al giorno da dedicare a noi stessi, nel silenzio e col solo obiettivo di seguire il ritmico rigenerarsi della vita in noi.

Basterebbe questo per ritrovare una dimensione di maggiore calma e pienezza nella nostra giornata.

Tante tradizioni, da più parti del mondo, parlano del respiro, del suo potere di generare e supportare la vita.

Bene, allora se ci sentiamo stanchi o se “semplicemente”  vogliamo ritrovarci, partiamo dal respiro, è una pratica economica e di chiara efficacia!

Come in molte cose, per comprendere  i segreti  del respiro, è bene che, dopo un primo approccio, cerchiamo una guida che ci accompagni.

Io sono – poche righe senza alcuna presunzione di verità.

Io sono, senza chi, cosa, dove quando, semplicemente “io sono”.

Come sarebbe bello poterlo affermare sempre nella nostra vita!

Quanto conta “essere”?

Vivo in un tempo, ho relazioni con persone, ho tratti caratteristici, ma basta questo per dire “io sono”?

Sono alta, bassa, felice, confusa, tuttavia,  “io sono” anche senza aggettivi?

Molte delle persone che arrivano in studio sono persone sensibili, persone che hanno una storia interessante, persone che sono in cammino, persone che cercano una condizione di benessere con loro stesse prima di tutto.

Ecco perché credo sia importante la ricerca di un “io sono”.

Credo che l’io sono parta da un ascolto intimo di noi stessi, credo che nasca dal silenzio o meglio dalla ricerca di silenzio interiore.

Nonostante  la nostra vita ci sottoponga a mille stimoli, spesso contrastanti, io stessa, vivo il bisogno di ritagliare spazi di pace nella giornata nei quali ascoltarmi e ricaricarmi.

Più la vita diventa complicata più, forse, tutti noi abbiamo bisogno di spazi di ascolto nei quali ritrovare un sentire più autentico di noi stessi. 

E forse è proprio questa la strada per entrare in noi e cogliere un nucleo profondo che riconosciamo come “io sono”.

Parole nuove per star bene

La parola può costruire o abbattere montagne.

La parola ha un grande potere, sia quella che impieghiamo per comunicare con altri sia quella che intimamente diciamo a noi stessi.

Pensiamo a quanto pesano in noi le parole di alcuni crudi rimproveri che riceviamo da piccoli, pensiamo a quanto ci condizionano per l’intera vita.

“Sei un incapace, non combinerai mai nulla..” e il condizionamento è servito!

Il condizionamento della parola, in positivo o in negativo, è molto, molto subdolo, tanto che non ci rendiamo conto di portarlo in noi. Solo di rado ci accorgiamo che in noi, conserviamo le parole di nostra madre, dei nostri parenti, insegnanti; parole che si sono registrate e sedimentate in noi così profondamente da farci credere che ci appartengano davvero.

È sicuramente difficile vedere quanto siamo condizionati, vedere quanto le parole creano in noi, convinzioni che ci frenano dal vivere una vita più libera e più aderente a noi stessi.

Se è vero che le parole non pensate e sgarbate hanno un peso in noi, è altrettanto vero l’opposto.

Con le parole possiamo fare molto per cambiare la nostra vita.

Ascolta

Il primo passaggio per veder nascere nuove parole in noi, è l’ascolto.

Accompagnare noi stessi all’ascolto senza giudizio è un modo molto efficace per comprendere il nostro disagio. È come affacciarsi a una finestra e osservare un pianeta nuovo: non c’è nulla da giudicare, è tutto da osservare. Se la smettiamo di giudicarci e ci lasciamo vivere, possiamo accorgerci che il disagio si  scioglie. E questo è  il caso nel quale possiamo accorgerci che è possibile vivere bene, anzi meglio, senza parole.

Rimani qui ora

Più che un modo di dire è una necessità per vivere realmente.

Quando ci perdiamo in mille congetture collegate al nostro passato, di fatto lo richiamiamo costantemente senza mai fare un passo avanti. Ugualmente succede quando con la mente ci proiettiamo nel futuro immaginando mille possibili vite. La nostra vita, l’unica reale, è qui e con i voli pindarici ci precludiamo la possibilità di esserci, di essere qui per vivere l’unica esperienza possibile.

Sto bene

Il nostro interiore “prende la forma” dai nostri desideri più profondi se impariamo ad ascoltarci e a concederci libera espressione. Può capitare di sentirci male ma l’aspetto veramente poco utile è ripetere a noi stessi: “Sto sempre male” “Va sempre a finire così” “Io sono destinato a questo”.

Queste sono tutte parole al vento che generano lo spiacevole inconveniente di bloccare la nostra vita in una scatola con un’etichetta inutile. In tutti questi casi  siamo noi stessi a impedirci la possibilità di cambiamento.

Meglio allora spronarci a relativizzare il nostro malessere, spronarci a osservarlo con distacco. Dare una diversa dimensione ai nostri problemi può essere d’aiuto per ritrovare motivazione e risorse per sentirci subito meglio.

Il silenzio

Il silenzio può diventare un grande amico.

Se provi a creare in te uno spazio di silenzio interiore, ti accorgi che contieni nuove parole, parole più autentiche ed efficaci (come nuove piume per volare più lontano).

Quanto conta l’autostima

Cari amici, avete mai pensato che non esiste forza senza debolezza?

Se credete che l’autostima significhi “non dover chiedere mai”, essere sempre sicuri di sé, siete fuori strada!

Fragilità e delicatezza fanno parte di noi. Se viviamo controllati, convinti di dover somigliare a un ideale di fermezza che esiste solo nella nostra fantasia, se dimentichiamo di ascoltarci profondamente, prima o poi la fragilità tornerà a galla “presentandoci il conto”.

L’autostima non nasce dall’autoconvincerci di cosa dobbiamo fare: possiamo passare infinito tempo a dire a noi stessi: “Devi, devi, devi..” ma tutto questo potrebbe essere uno sforzo vano, anche perché il nostro interiore si ribella ad una gabbia di regole che somiglia più all’addomesticamento che alla ricerca di un’espressione nuova e più sicura di noi.

Nelle profondità del nostro mondo interiore convivono mille emozioni tutte importanti e tutte necessarie per crescere.

Ciò che giudichiamo inopportuno e scomodo potrebbe rivelarsi una risorsa che ci mette maggiormente in contatto con noi stessi e che ci aiuta a coltivare una diversa visione della vita.

Per molti di noi la timidezza è molto scomoda e, socialmente, crediamo possa ostacolare le nostre relazioni. Tuttavia, se osserviamo questa caratteristica da un altro punto di vista, potrebbe stupirci.

Il silenzio che accompagna la timidezza può diventare uno spazio di ascolto e di osservazione. In un mondo inutilmente rumoroso e privo di contenuti, è una possibilità di cogliere la vita a un diverso grado di profondità.

Al nostro mondo interiore succede un poco quello che capita a un bimbo che è amato e ascoltato: si apre e cresce.

Sono del tutto inutili sia il giudizio che il tendere ad essere ciò che non si siamo. Naturalmente non stiamo parlando del sano desiderio di cambiare ma del vano bisogno di emulare modelli che si discostano di molto da ciò che viviamo come più vero in noi.

Siamo unici e irripetibili e l’unico modo per generare sicurezza e stabilità in noi è partire dall’osservazione e accettazione di noi stessi: solo in questo modo abbiamo la possibilità di generare ordine, occupare maggior spazio interiore e costruire una base solida.

Ogni essere umano ha sete di bellezza

Che si esprima nella musica, nell’architettura, nella pittura, scrittura, danza o in altra forma espressiva, la bellezza può essere considerata un bisogno dell’anima intimamente unito al sé.

È un alimento necessario senza il quale assistiamo a un impoverimento globale.

È un valore. Pensate, per esempio a un fiore: un fiore è bello in sé, poco importa che lo si guardi o meno, effonde bellezza nell’universo intero a prescindere.

Al pari, esistono vite che esprimono bellezza oltre misura. Non si tratta di vite senza ostacoli, senza problemi, senza difficoltà; si tratta delle vite di esseri umani che trasmettono integrità, pulizia d’intenti e globale senso armonico.
Sono vite “leggere” nonostante la pesantezza della quotidianità.

Sarà il bisogno di trovare amorevolezza dentro e fuori, fatto è che alcuni esseri umani  generano un’“onda benevola” la cui vicinanza ci fa stare bene.

Sono esseri che emanano una bellezza dell’essere che si traduce in armonia nei rapporti che, a ben vedere, è una diversa forma d’arte.

Rendere la nostra vita armonica, e in quanto tale, bella, è un nobile obiettivo che probabilmente racchiude il senso ultimo delle cose.

Tuttavia la capacità di creare pace e armonia intorno a sé, richiede di averla trovata e sperimentata in prima persona, anche se ci vuole tempo, molto tempo per  imparare il “come”.

In questo contesto la ricerca di bellezza nel tratto fisico, esprime, nella maggior parte dei casi, desiderio di miglioramento e sete di bellezza dell’anima.

Vinci le rughe dell’anima, sii giovane per sempre

Anche l’anima può essere solcata da rughe. Rughe appena accennate o solchi profondi quanto è profondo il mare. Eppure anche queste rughe si possono cancellare. Ci vuole coraggio, molto coraggio, il coraggio di vivere pienamente.

A ben vedere, non ci è dato di sapere quanto sia il nostro tempo e se riusciamo ad assimilare veramente questo assunto, ci accorgiamo che viviamo gran parte della nostra vita “al risparmio”.

Risparmiamo energie perché poi ci stanchiamo, risparmiamo parole, per paura di sbagliare, risparmiamo coraggio per timore del giudizio e in sintesi, risparmiamo vita per paura della vita.

È come vivere una vita “in prestito” senza mai osare volontariamente di dare tutto.

Tuttavia, nella vita pare esistere un equilibrio conosciuto da pochi: solo quando diamo tutto, creiamo spazio vuoto in noi per accedere ad un’altra qualità.

Solo quando ci impegniamo al massimo, senza risparmiare risorse, quando raggiungiamo il limite apparente delle energie che conteniamo, solo allora, succede una “magia”: d’un tratto scopriamo un nuovo e insospettato serbatoio di risorse in noi.

È un poco come quando corriamo fino ad arrivare a sentirci stanchi. Ecco, in questi casi, se abbiamo la forza di rallentare un poco il passo, regolarizzare la respirazione, stare calmi e proseguire, succede che ritroviamo risorse per correre apparentemente all’infinito.

Mille volte pensiamo di essere al limite nella vita! Mille volte pensiamo di non farcela più. Eppure con calma e fiducia, è proprio in quei momenti che possiamo accedere a una maggiore intensità, maggiore pienezza e maggior bellezza.

Entrare nella vita ogni mattina con la gioia di scoprire, con il desiderio di gustare, soffrire, faticare, apprezzare ogni attimo, significa amare la vita.

Credete, vivere l’attimo presente intensamente è il miglior modo per cancellare le rughe dell’anima e rimanere giovani a prescindere dall’età scritta sulla nostra carta d’identità.

L’insaziabile desiderio di vita, genera vita, una vita che risplende anche nel nostro incarnato.