Luce solare e benessere

Tutti noi avvertiamo un senso di benessere in una bella giornata di sole.

La luce ci mette di buon umore e il calore, se ben dosato, dona a tutto il nostro organismo un’ impagabile sensazione di vitalità.

D’altra parte l’elioterapia, l’esposizione alla luce solare per motivi curativi, era nota fin dai tempi dell’antica Roma e Grecia

Il sole regola i ritmi di vita sulla terra compresi i bioritmi umani.

Il sole scandisce il nostro ritmo di sonno e di veglia e influenza la produzione di serotonina mettendoci di buon umore. Non a caso in paesi come la Norvegia , la carenza di ore di luce in alcuni mesi all’anno, determina un grande aumento di sindromi depressive, tanto che per porre rimedio al problema, molte persone si stanno dotando di lampade per “l’alba artificiale”: lampade il cui scopo è quello di alleggerire il risveglio creando artificialmente una luce solare che gradualmente simula il sorgere del sole illuminando la stanza.

L’esposizione a una calda luce solare mette in moto le nostre ghiandole sudoripare aiutandoci a eliminare tossine e a mantenere un ottimale equilibrio idrosalino.

Esporsi al sole è inoltre il modo migliore per produrre l’indispensabile vitamina D, nostra alleata nella prevenzione e cura di numerose patologie. La carenza di vitamina D rende difficoltoso l’assorbimento del calcio e del fosforo, due elementi importanti per un sano sviluppo di ossa e denti. La vitamina D è inoltre cruciale per l’attivazione del nostro sistema immunitario: senza di essa il nostro organismo non è in grado di reagire e combattere le infezioni.

Recenti studi, annoverano l’elioterapia tra le cure coadiuvanti nella prevenzione e cura di malattie infettive e degenerative come: diabete, pressione alta, psoriasi, malattie cardiovascolari, osteoporosi, artrosi, rachitismo, tubercolosi, sclerosi multipla, alcune forme di acne, eczema, infezioni batteriche e fungine della pelle, malattie del sangue quali alcune anemie e i linfatismi, malattie respiratorie recidive o croniche come l’asma bronchiale.

Anche nelle nostre città dove i ritmi naturali rischiano d’essere compromessi da mille impegni, il nostro corpo chiede luce; tutto sta nell’imparare ad ascoltarlo. Il corpo umano contiene un’innata saggezza, sa cosa è bene per il proprio equilibrio, ecco perché è importante rientrare il contatto con lui, fermarci un attimo nel corso delle nostre giornate frenetiche e rimanere lì, immobili in ascolto.

Il miracolo dell’acqua alcalina ionizzata

Ormai tutti sappiamo che bere acqua alcalina elimina acidità, aumenta lo stato di benessere globale, migliora la vitalità del corpo e della mente.

Se il nostro corpo è costituito per il 70% d’acqua; va da sé che bere acqua di ottima qualità ne migliori lo stato di salute generale.

Ancor meglio se si tratta di acqua alcalina ionizzata che supporta il nostro organismo nel produrre ossigeno, combattere i radicali liberi, aumentare l’energia complessiva.

Bere acqua alcalina ionizzata vuol dire assumere un efficacissimo antiossidante naturale in grado di disintossicare profondamente tutto l’organismo.

La nostra alimentazione povera di frutta e verdura crude, lo stress, il mangiare in fretta, la propensione ad eccedere in carni e latticini, sono tra le principali cause di acidità sistemica.
L’acqua alcalina ha tre effetti principali sull’organismo: neutralizzare le tossine acide, eliminare i radicali liberi prodotti con un’alimentazione sbagliata e con l’età, immettere una grande quantità di ossigeno che raggiunge direttamente le cellule. In ambito sportivo e non solo, l’acqua alcalina dà grandi benefici in quanto riduce il tempo di assorbimento dell’acido lattico.

Un modo molto semplice per ottenere acqua alcalina, è quello di utilizzare la spremuta di un limone. Purtroppo il limone spremuto corrode i denti e se non lo consumiamo subito, si ossida. Questo come altri facili espedienti, quali l’impiego di bicarbonato, non sono neppure lontanamente paragonabili all’efficacia dell’uso di acqua alcalina ionizzata. Ma cos’è un’acqua ionizzata? E’ acqua ricca di ioni che posseggono una carica negativa ovvero ioni in grado di neutralizzare i radicali liberi.
Un’acqua ionizzata è spesso un’acqua con cluster molto più piccoli dell’acqua di rubinetto o commerciale. E proprio questa particolare struttura a permettere al prezioso fluido di accedere anche ai più stretti percorsi nei tessuti ossigenandoli e dando una sferzata a tutto il metabolismo.

Avocado Superstar

L’avocado è il frutto più illuminato dalle luci dello star system, in questo momento.

Su Instagram dove celebrità e fashion influencer fanno a gara a fotografare il loro toast mattutino, a base di avocado, appunto.

È un frutto usato in modo particolare in Sud America, come condimento o come base per diverse salse; questo è proprio il periodo dell’anno in cui si trovano gli avocado più buoni.

È un frutto ricchissimo di proprietà antiossidanti.

È un’ottima fonte di calcio e potassio, ma anche di fibre e grassi monoinsaturi, validi alleati contro il diabete. I suoi effetti si fanno sentire sia sull’apparato cardiocircolatorio, in particolare per quanto riguarda la pressione arteriosa, sia sul livello del colesterolo del sangue, tenuto sotto controllo dalla presenza di beta-sitosterolo.
Si aggiungono alla lista delle proprietà anche numerose vitamine: A (utile per la vista), B1 e B2 (preziose per il sistema nervoso), D, E, K, H e PP.

La presenza di sostanze antiossidanti, inoltre, aiuta le cellule a liberarsi dai tanto temuti radicali liberi, rallentandone l’invecchiamento. Esse agiscono nel riuscire a donare alla pelle una certa elasticità. Per la loro presenza, l’avocado rientra anche fra gli alimenti antitumorali per eccellenza. Grazie all’avocado si può contrastare la depressione e si può esercitare un’azione di prevenzione nei confronti del morbo di Alzheimer.
Essendo ricco di vitamina D, aiuta ad assorbire il calcio e il fosforo, agendo contro l’osteoporosi e l’artrosi. Notevoli anche i suoi poteri antinfiammatori.

La bellezza e la cura del corpo è un ulteriore campo d’azione di questo frutto.

L’avocado, infatti, può essere usato per realizzare creme contro le rughe o maschere rigeneranti per i capelli.
Un solo piccolo accorgimento: non esagerate con le dosi, se siete a dieta, perché ha un alto contenuto calorico.

Essendo molto ricco di potassio, la sua assunzione potrebbe rappresentare un problema anche per coloro che soffrono di insufficienza renale. Questi pazienti devono sempre consultare il loro medico, per vedere se è opportuno consumare questo frutto.

Alimentazione e pancia piatta

Tra le cause della pancia gonfia c’è quasi sempre l’assunzione di cibi che rallentano la digestione, e lievitano nello stomaco; o fermentano nell’intestino, e causano gonfiore addominale.

Mangiare cibi facilmente digeribili è un grande aiuto per avere un ventre piatto.

Via libera quindi a:

  • pesce e carni magre, a patto che siano cucinati in modo semplice, ovvero al vapore o alla griglia;
  • verdure, soprattutto cotte;
  • frutta fresca;
  • cerali integrali, ricchi di fibre

Tisana pro pancia piatta

Fatevi preparare, nella vostra erboristeria di fiducia, una miscela con 30 g di quercia marina, 20 g di peduncoli di ciliegia, 20 g di radice di gramigna, 20 g di foglie di betulla, 10 g di foglie di malva. Mettetene un cucchiaio della miscela in mezzo litro di acqua bollente, lasciate in infusione per 15 minuti, filtrate, profumate con scorza d’arancia e bevetene una tazza, 2 volte al giorno, lontano dai pasti, per 20 giorni.

Spaghetti integrali con pomodorini al forno

Ingredienti

aglio qb
olio extravergine d’oliva qb
pepe qb
sale qb
pomodorino ciliegino 300 g
pomodoro datterino 150 g
pasta di semola integrale 350 g
mozzarella 250 g
zucchero 1 cucchiaio

Tagliate a dadini 250 g di mozzarella e 150 g di pomodori datterini. In una teglia, condite 300 g di pomodori ciliegini con sale, pepe, 1 cucchiaio di zucchero e un filo d’olio. Infornate a 190° per 25′, sfornate e passatene metà al passaverdura. Scaldate la salsa in padella con olio e aglio e saltatevi 350 g di spaghetti integrali al dente. Unite i ciliegini rimasti, i datterini, la mozzarella e il basilico.

Minestra di lenticchie rosse e verdura

Questa buonissima minestra si prepara tagliando le verdure a pezzetti e rosolandole in padella. Successivamente verranno aggiunte le lenticchie e il brodo, condendo con le spezie e gli aromi. Al termine della cottura la minestra verrà cosparsa di prezzemolo tritato e servita calda in tavola.

Ingredienti

150 g Lenticchie rosse
1 Carota
1 Sedano
200 g Pomodori maturi e sodi
Prezzemolo
1 pizzico Semi di coriandolo
1 cucchiaino raso Curry
1 litro Brodo vegetale
2 cucchiai Olio extravergine d’oliva
q.b. Sale

Preparazione

Pulite le lenticchie con cura, lavatele in molta acqua e scolatele.
Pulite la carota e la cipolla, lavatele e tagliatele a dadini; pulite il sedano, privatelo dei filamenti, lavatelo e affettatelo.

Scottate in una pentola di acqua in ebollizione i pomodori, scolateli, privateli della pelle, dei semi, dell’acqua di vegetazione e passateli al passino.
In un tegame fate scaldare l’olio, unite carota, sedano e cipolla e fateli appassire senza colorire, mescolando spesso.

Aggiungete nel tegame le lenticchie, il brodo, il passato di pomodoro, i semi di coriandolo macinati, la polvere di curry e un pizzico di sale.
Portate dolcemente ad ebollizione e continuate la cottura a fuoco moderato per 30 – 35 minuti circa, mescolando di tanto in tanto.
Togliete la minestra dal fuoco, cospargetela con il prezzemolo lavato e tritato e servitela ben calda.

È una minestra adatta a tutte le stagioni, con alcune varianti.
Senza l’aggiunta di pomodori, diventa adatta a qualsiasi stagione; in inverno si possono aggiungere 1 o 2 foglie di cavolo tagliate a listarelle, in autunno qualche foglia di bietola spezzettata.

Quest’inverno mi tuffo nel blu

Le tendenze del makeup dell’Autunno Inverno 2015/2016 prevedono una regola “chiara” che si identifica con un colore, che però, guarda caso, è “scuro”: il blu.

Dagli ombretti agli eyeliner, passando per fragranze e creme ispirate al nuance “nel Blu dipinto di Blu”. Il blu è alter ego del più intenso ma meno magico nero. Il blu ha mille sfumature, che creano una palette infinita: cobalto, petrolio, acquamarina, oltremare…

Come un tuffo nell’oceano, intenso e profondo. La sfumatura più misteriosa del mare tingerà sguardi, unghie e persino labbra per un look intrigante, da apprezzare con calma e riflessione.

Il blu è, infatti, un colore legato all’introspezione. “Evoca il mondo del mistero e del sogno”, afferma Marina Mastropietro, consulente cromatica per persone e ambienti. “Molti studi dimostrano che ha un effetto calmante e induce alla riflessione. Provoca infatti una maggiore attivazione del sistema nervoso-neurovegetativo parasimpatico che abbassa la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, al contrario del rosso, considerato il suo opposto, ma dal punto di vista simbolico-psicologico, non cromatico. Inoltre è il colore della pace, vedi la bandiera dell’Onu e i caschi blu”, prosegue l’esperta.Celestiale I

l blu sarà l’alter l’alter ego cromatico del nero, sia nella moda sia nel makeup.

“È uno dei miei colori preferiti, per questo lo utilizzo tantissimo nei servizi fotografici”, afferma Miriam Langellotti, makeup artist. “Adatto a tutti i toni di iride, è perfetto per ottenere un look naturale, ma si presta anche a effetti grafici. È una tonalità fredda che valorizza maggiormente le pelli chiare o porcellana, rispetto a quelle ambrate. Se si sceglie di applicarlo su tutta la palpebra preferisco gli ombretti in polvere, le texture in crema danno un risultato pittorico e teatrale. Utilizzo i pennelli invece delle dita, più adatte per le formule cremose. Le sopracciglia devono essere minimal: se c’è qualche difetto da correggere scelgo una matita chiara, per non metterle in risalto. Anche le labbra devono avere un tono nudo, mentre creo punti luce con un illuminante cremoso applicato nella parte centrale del viso. Un’altra zona blu, decisamente meno glamour, è l’eventuale presenza di occhiaie. Si mimetizzano con una base correttiva arancio o verde. Per chi ha poca dimestichezza con l’eyeliner, consiglio un’astuzia: tracciare una riga azzurra soltanto al centro, evitando il tratto intero. Il mascara blu scuro crea un effetto che catalizza l’attenzione: lo uso soltanto sulle punte, dopo avere dato intensità alla radice delle ciglia con quello nero”.

[tratto da: http://www.marieclaire.it/Bellezza/make-up/lezioni-di-trucco-ombretti-smalti-mascara-blu]

Il menù delle donne è vegetariano

Il corpo delle donne ha bisogno di farmaci e cure diversi da quello degli uomini. Lo stesso si può dire per l’alimentazione.

Cosa ha di diverso una donna, rispetto a un uomo, dal punto di vista alimentare?

Prima di tutto, sicuramente, ha bisogno di meno calorie.
Inoltre, le donne hanno particolari esigenze nutrizionali rispetto agli uomini, dal punto di vista del fabbisogno di vitamine e minerali.
Alle donne serve ad esempio più ferro ed assorbirlo dagli alimenti ha più valore rispetto a quello che è contenuto negli integratori alimentari.

Ecco, perciò, i piatti perfetti per questa lunga e calda “coda” dell’estate

  1. minestrone estivo di frutta e verdura (che può essere accompagnato da pane, meglio se integrale);
  2. grani misti (integrali) con verdure di stagione, zenzero e yogurt;
  3. insalata a strati colorata con fagioli neri (ricchissimi di ferro), avocado e cipolle (mix bilanciato di vitamine, fibre, omega 3 e proteine vegetali).

Queste ultime possono  farci ridurre il consumo di pesce, che è comunque molto più grasso e oggi spesso con alte concentrazioni di agenti inquinanti come il mercurio.
Gran parte del carico inquinante si concentra in organi che vengono generalmente rimossi prima del consumo (fegato, cervello ed intestino); le parti commestibili ne contengono una percentuale inferiore, ma che può comunque essere dannosa per la salute.

L’omega 3 abbassa i livelli plasmatici di trigliceridi e, grazie alla sua azione antitrombotica, ci protegge dal rischio cardiovascolare.

Questi tre piatti sono solo un esempio, non vanno mangiati a ripetizione. Variare è sempre la prima regola per stare in forma.

Questi suggerimenti ci ricordano che frutta e vegetali freschi di stagione, il più possibile crudi, sono utilizzabili all’interno di ricette gustose, che si digeriscono facilmente e ci rendono la vita più gradevole e leggera.

È il web, bellezza

Il web e la bellezza vanno sempre più d’accordo tra loro.

Per acquistare creme e make-up basta un click. Anche in Italia.

Le vendite online dei prodotti collegati alla bellezza hanno una crescita superiore alla media del mercato. Nel 2014, l’e-commerce beauty è aumentato del 25% e ha raggiunto quota 40 milioni di euro, molto più di quanto cresce la media degli acquisti su internet in Italia (+17%).

Lo conferma anche eBay. “Attualmente sul sito italiano, nella sezione Bellezza e Salute, sono disponibili quasi due milioni e trecento mila prodotti”, dice Iryna Pavlova, responsabile comunicazione di eBay in Italia. “La richiesta continua a salire, basti pensare che nel 2014 nel settore è stato venduto un articolo ogni venti secondi. In questo momento le categorie principali che offrono la più ampia possibilità di scelta, con oltre 250mila referenze disponibili per tipologia, sono quelle dedicate al make-up, ai cosmetici e ai prodotti per  manicure e pedicure”. L’hair-care, ha addirittura 350mila articoli a disposizione e un prodotto venduto ogni due minuti e i soin per il corpo, con oltre 150mila pezzi tra cui scegliere, e una nuova vendita conclusa ogni quattro minuti.

Anche amazon.it, l’altro principale attore sulla scena dell’ e-commerce ha inaugurato da poco in Italia la sezione beauty.

Ma l’offerta sul web del mondo della bellezza non si ferma ai due colossi.

Sul sito wahanda.it (per ora disponibile solo a Milano e a Roma ma entro l’anno nelle principali città italiane) si possono prenotare in tempo reale trattamenti, massaggi, servizi di hairstyling in oltre sedicimila spa, saloni e centri estetici in tutta Europa, e youcomb.com è il social “pettinato”. È il primo social network dedicato esclusivamente ai capelli, dove trovare spunti e idee su look e tendenze.

Fondato sulle competenze di specialisti nel campo medico estetico è The Natural Beauty, un portale pensato per chi vuole approfondire il concetto di benessere psicofisico in tutte le sue sfaccettature: di bellezza, salute, sport, alimentazione, vita spirituale e chirurgia estetica.

La citazione di Platone: “fammi bello dentro e fuori fammi come dentro” rappresenta perfettamente lo spirito che il sito vuole trasmettere ai suoi utenti.
“Unire la scienza alla spiritualità. Un protocollo vincente per la bellezza del vivere”.

Mastoplastica

La mastoplastica mista, cioè l’intervento al seno, consiste nel posizionare delle protesi al silicone subito sotto la ghiandola mammaria ( tecnica sottoghiandolare), oppure sotto il muscolo pettorale (tecnica sotto-muscolare). La scelta dipende dalle caratteristiche fisiche. Se la donna è molto magra, è opportuno optare per la soluzione sotto-muscolare per evitare che, in occasione di un qualsiasi movimento distensivo, o contrazione dinamica del seno (come sollevare pesi), si percepisca la presenza della protesi e, quindi, di un seno non naturale. Oggi però, è possibile soddisfare l’esigenza di ottenere un seno prosperoso e in modo molto naturale anche in donne magre con una metodica innovativa e non invasiva, ci spiega la dottoressa Gabriela Stelian, dello studio medico Prisma di Milano, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. La soluzione è la “mastoplastica additiva composita”, che prevede l’inserimento delle protesi in silicone con la tecnica sotto ghiandolare, con l’aggiunta del proprio grasso, prelevato in altre zone del corpo. Quindi ben venga qualche rotolino di grasso a cui attingere.

Come avviene l’inserimento del grasso

In contemporanea all’intervento di mastoplastica additiva, il chirurgo preleva il grasso in eccesso, attraverso apposite cannule. Dopo aver centrifugato e depurato di tutte quelle sostanze “sporche” per ottenere un concentrato di cellule staminali e grasso “vivo”, lo inserisce sempre attraverso cannule molto sottili, direttamente nel seno. Il grasso serve ad avvolgere e “imbottire” la protesi, aumentando così lo spessore del tessuto sottocutaneo contribuendo a rendere meno evidente la protesi stessa e ridurre, sia alla vista e sia al tatto, la sensazione di seno ricostruito.

Il post intervento

È possibile avvertire una sensazione di indolenzimento, simile a quello che si prova dopo un inrenso allenamento dei pettorali, che si attenua progressivamente nel giro di due-tre giorni. Subito dopo l’intervento, per le due- tre settimane successive si consiglia di indossare un apposito reggiseno per favorire il corretto posizionamento delle protesi. È possibile la ripresa dell’attività professionale e sociale dopo 48 ore.

I vantaggi

I vantaggi di questa tecnica sono tanti. Si tratta di un intervento chirurgico meno invasivo di quello tradizionale (sotto-muscolare). L’inserimento della protesi nella fascia sotto ghiandolare rende l’intervento meno doloroso e riduce i tempi di recupero. Non prevede l’anestesia generale, bensì quella locale. Il risultato è un seno che segue i movimenti del corpo e quindi conferisce un aspetto naturale. Non esiste la possibilità di rigetto poiché il grasso trapiantato è della persona stessa.

Gli svantaggi

È impossibile conoscere preventivamente il tempo del riassorbimento del grasso. Trattandosi di una sostanza vitale, ha un ciclo di vita che varia da persona a persona. Ciò non significa che il seno perda pienezza e rotondità da un giorno all’altro; può ridursi, malgrado le protesi. È comunque, un inconveniente facilmente correggibile, poiché è possibile, mediante un intervento in anestesia locale, ripetere il lipofillilng (inserimento di grasso autologo).

I suggerimenti

Si consiglia controlli annuali. Le protesi mammarie non hanno una data di scadenza, ma dopo dieci anni può aumentare il rischio di rottura. È quindi necessario verificare periodicamente il loro stato di salute. È opportuno scegliere la struttura sanitaria idonea a questo tipo di intervento e assicurarsi che il medico sia chirurgo specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

I costi

Trattandosi di un intervento che prevede più tecniche combinate (la mastoplastica additiva, il prelievo di grasso e il successivo suo inserimento), i costi possono variare da 6mila a 8mila euro in base alla complessità dell’intervento.

[tratto da: http://obiettivobenessere.tgcom24.it/2015/05/29/magre-e-prosperose-con-lintervento-al-seno/#more-4928]

La bella estate e le belle gambe

 

“Una donna con delle belle gambe è una delle più belle opere d’arte al mondo”. (Charles Bukowski)

Siamo nel pieno dell’estate e vorremmo che le nostre gambe fossero al massimo del loro splendore. E, invece, a volte, gli arti inferiori diventano gonfi, indolenziti e formicolanti a causa del caldo. Naturalmente questi sintomi scompaiono quasi sempre con la fine della stagione estiva.

Ma è possibile tornare a sentirle sentirle toniche e leggere anche in queste caldissime giornate?

Le gambe soffrono della cosiddetta stasi venosa: il ristagno del sangue nelle vene, che fa perdere l’elasticità.
Il caldo accentua questo disturbo, richiamando più sangue nei capillari e rallentandone la circolazione. Le manifestazioni esteriori sono arrossamento cutaneo, gonfiore, prurito e l’indolenzimento delle gambe.

Ecco i rimedi, a volte banali, ma spesso dimenticati o non attuati con regolarità e costanza.

Non rimanere fermi troppo a lungo

è consigliabile non restare troppo tempo seduti o in piedi in ambienti caldi.
Se proprio non se ne può fare a meno, come durante le ore lavorative in ufficio, conviene non accavallare le gambe quando si è comodi su una sedia, per evitare pressioni sulle cosce. E, naturalmente, alzarsi e passeggiare, di tanto in tanto.

Bere molto e diminuire il consumo di sale

per stimolare la diuresi ed evitare la ritenzione dei liquidi. Il sale, infatti, richiama più sangue nei tessuti adiposi;

Non coprire le gambe

questo, probabilmente è un consiglio meno ovvio, a cui molti non pensano. Se copriamo le nostre gambe con un telo con lo scopo di proteggerle non solo non ne traiamo alcun beneficio. Anzi, il calore che si accumulerebbe sotto il telo, diventerebbe il nemico numero uno delle nostre gambe. Meglio bagnarle frequentemente e, al mare, fare lunghe passeggiate a piedi nudi nell’acqua.

Dormire con le gambe più in alto della testa

certo non è la posizione più comoda del mondo, ma l’effetto è prodigioso. Posizionando un piccolo rialzo sotto al materasso in corrispondenza dei piedi, riusciremo a ridurne i gonfiori alle gambe e ad alleviare sensibilmente il senso di pesantezza;

Assumere sostanze flebutoniche

su consiglio medico, è possibile assumere sostanze flebutoniche naturali a base di mirtillo, hammamelis, ippocastano e centella asiatica. Son tutte sostanze che hanno il potere di tonificare i vasi e i capillari favorendo la circolazione;

La doccia fredda

la temperatura dell’acqua fresca contribuirà a riattivare il microcircolo, quasi immediatamente.

[tratto da: http://www.vogue.it/beauty/viso-e-corpo/2015/07/gambe-gonfie-gambe-perfette-estate-corpo-sgonfiare-le-gambe]

Lavarsi la faccia è il rito quotidiano di bellezza più semplice che ci sia

Un gesto tanto banale, che si compie senza nemmeno pensarci, viene a volte compiuto nel modo sbagliato, irritando la pelle al punto da renderla troppo secca, o, viceversa, eccessivamente untuosa. Il risultato: brufoli e sfoghi cutanei, ad esempio.

Vediamo quali errori possiamo evitare, per trasformare un gesto tanto semplice,in un’occasione in più per “star bene”:

1.Scegliere un prodotto non adatto

Il detergente giusto deve essere in grado di rimuovere completamente trucco e impurità, in modo non aggressivo. Senza privare la pelle dei suoi oli naturali. Il prodotto non deve eliminare dalla il film lipidico di acqua e sebo necessario a creare una barriera che impermeabilizza la pelle e a mantenere le cellule superficiali cutanee più adese l’una con l’altra.

2.Lavarsi troppo spesso

Lavarsi più di due volte al giorno può finire per irritare la pelle, rendendola, paradossalmente, ancora più unta.
Soprattuto d’estate, quando si usano creme solari o si suda molto, a volte conviene saltare l’appuntamento serale con il detergente, sostituendolo con della semplice acqua tiepida.

3.Sbagliare la temperatura dell’acqua

Un luogo comune diffuso sostiene che l’acqua calda apra i pori e che quella fredda li richiuda. In realtà, i pori non hanno affatto questa capacità apri-e-chiudi.
L’acqua calda può avere un effetto piacevole sulla pelle, ma usarla in abbinamento a un prodotto detergente rischia di “sciogliere” il sebo. Meglio utilizzare, perciò, sempre l’acqua tiepida, che deterge delicatamente ma in modo efficace.

4.Esagerare con l’esfoliante

Esfoliare la pelle è senz’altro una buona abitudine per liberarla dalle cellule morte, ma non bisogna esagerare.
Sono consigliati gli scrub naturali (a base di acidi della frutta) da applicare con le dita anziché con un panno per non tirare troppo la pelle e da usare non più di 2-3 volte a settimana.

5.Non risciacquare bene il viso (o non farlo affatto)

Spesso si affretta l’operazione di risciacquo perché la mattina si è in ritardo o, la sera, perché si è stanchissimi. Così facendo si lasciano residui di prodotto e di sporco che ostruiscono i pori e seccano la pelle. Particolare attenzione, durante il risciacquo, va riservata alla mascella, all’attaccatura dei capelli e naso. In genere sono in realtà i punti più spesso dimenticati.

6.Usare prodotti che contengono sostanze irritanti o fanno troppa schiuma

Leggere attentamente le etichette dei prodotti detergenti,e cercare di eliminare quelli che contengono profumi, coloranti e conservanti sintetici come i parabeni. Un eccesso di schiuma non è mai un segnale positiva, perché indica che il prodotto contiene troppi tensioattivi. Il suo utilizzo renderà la pelle più secca, causando possibili irritazioni o reazioni allergiche.

7.Sfregare l’asciugamano in modo troppo energico

Abbandonare l’errata convinzione che lo sfregamento energico pulisca più a fondo la pelle. Meglio tamponare il viso con un asciugamano morbido. Se non si segue questo consigli si rischia che la pelle perda il sebo in profondità, si disidrati e perda elasticità. In tal modo si favorisce la formazione di rughe.

8.Rimandare l’applicazione della crema idratante

Una volta che la pelle è completamente asciutta, per la crema o il siero idratante diventa più difficile raggiungerne gli strati più profondi e il viso appare appiccicaticcio e unto. Se si applica il prodotto idratante quando la pelle è ancora umida, l’assorbimento dei principi attivi raggiunge il suo massimo e la pelle appare fresca e vellutata

9.Spendere una fortuna per un detergente

Meglio optare per un detergente che contenga ingredienti semplici e naturali, e investire casomai una parte del budget in prodotti professionali che offrano benefici più a lungo termine.

10.Non prendere in considerazione l’olio come prodotto detergente

Bisogna scegliere l’olio più adatto per la propria pelle (si va da quello di mandorle o al nocciolo di albicocca fino a quello di girasole), massaggiarlo sul viso e fare attenzione a rimuoverlo completamente con un panno morbido bagnato in acqua calda.
Con queste accortezze l’olio detergente è un buon prodotto anche per le pelli grasse e con tendenza ai brufoli.