Trova il tuo equilibrio

Se ti senti stressato e proprio non ce la fai più, se non vedi una via per vivere una vita più serena, forse, sei nel punto giusto per cominciare a cambiare.

È veramente moto difficile vedere una via d’uscita quando siamo in una condizione di grande stanchezza: non troviamo le forze e tutto sembra riportarci ai soliti problemi conosciuti.

Anche quando un qualsiasi cambiamento sembra impossibile, anche quando ci sentiamo abbattuti, c’è un punto sicuro da cui partire: noi.

La vera difficoltà nel cambiamento non è tanto nel non sapere cosa ci farebbe stare bene ma nel non sapere come attuarlo. Se focalizziamo questo, possiamo partire per un nuovo viaggio.

La maggior parte di noi dimentica la fondamentale importanza dell’ascolto di sé.

Esiste un’intelligenza “primordiale” in noi, quella forza che ci accompagna alla vita e che ci riconduce in salute quando siamo ammalati. È un principio vitale (vix medicatrix nature) che governa tutte le funzioni e tutti i fenomeni osservabili in un organismo vivente; un principio dotato di intelligenza che ci porta a rispondere sempre al meglio alle situazioni per il nostro benessere globale.

Ora, se esiste questo principio, perché stiamo spesso male?

Prima di rispondere, verrebbe da chiederci: quanto siamo propensi ad ascoltarci?

L’ascolto è una necessità, ma questo noi fatichiamo a capirlo.

È una necessità perché, in alternativa, il nostro corpo, una volta che si è stancato di lanciarci i primi segnali di malessere, comincia ad “alzare la voce” esprimendo disturbi sempre più consistenti.

Alcuni di noi sembrano aver maturato una maggior resistenza allo stress e a situazioni disturbanti di vario genere. Tuttavia una cosa è certa: il nostro sistema mente-corpo ha un’ottima memoria e, a prescindere dalla capacità momentanea di far fronte alle difficoltà, prima o poi ci presenta il conto.

Perchè, allora, non partire fin da subito da noi?

Perchè non concederci e non cercare qualche spazio di silenzio durante la giornata, uno spazio solo per noi da trascorrere in ascolto?

Credete! l’importante è iniziare!

Qualche minuto al giorni di “digiuno di parole, di pensieri, di azioni” disintossica!

La reale ricerca di equilibrio è un percorso per il quale non basta un’intera vita. Anche perché l’equilibrio non è una scatola chiusa, è uno stato dinamico in continuo cambiamento.

Ma se iniziamo a prendere confidenza con una parte più profonda di noi, se l’ascolto del respiro per qualche minuto al giorno, comincia a diventare familiare, allora molto può cambiare.

Sembra una piccola cosa non è così.

Da ripetere o da evitare?

Un team di neuro scienziati statunitensi avrebbe individuato un’area che gioca un ruolo cruciale nel nostro processo decisionale, come si legge su un articolo pubblicato su “Nature” – http://www.nature.com/nature/journal/vaap/ncurrent/full/nature19845.html

Per meglio dire, esisterebbe, un’area preposta a “proteggerci” dal ripetersi di delusioni quando la vita ci pone di fronte a situazioni che generano difficoltà; un’area  preposta a selezionare le azioni in base alle loro conseguenze.

L’area in questione si chiama globo pallido e fa parte dei gangli della base, nuclei profondi del cervello. I ricercatori ne hanno testato l’attivazione  in caso di “conseguenza punitiva” di un’azione e la contemporanea diminuzione di dopamina, sostanza fisiologica associata alla ricompensa.

Questa regione sarebbe cruciale per la nostra sopravvivenza, perché ci spingerebbe a ripetere azioni positive e a non ripeterne altre negative.

Sempre secondo il citato articolo di “Nature”, il meccanismo di cui abbiamo parlato, sarebbe bloccato nelle persone con dipendenze da sostanze o depressione.

Letto l’interessante articolo, viene spontaneo domandarsi dove si colloca, in  questo discorso, la possibilità umana di comprensione dell’errore, la possibilità razionale di ritornare coscientemente sui propri passi, per trovarsi nuovamente in difficoltà e, volontariamente, scegliere un altro percorso.

La possibilità di discernere e di optare volontariamente per l’errore, per guardarlo in faccia e cambiare strada, potrebbe essere una risorsa per crescere.

Liberamente tratto da: http://www.nature.com/nature/journal/vaap/ncurrent/full/nature19845.html